lunedì 14 maggio 2018

Itinerari in bici. Al Tabor di Lokev / Bike tours. To Lokev Tabor

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Slovenia Lokev tabor
Lokev. Tabor (foto Daniela Durissini)
Il Tabor di Lokev, costruzione risalente al medioevo, assai caratteristica e sede di un museo militare è oggi la nostra meta. Vi si può arrivare comodamente in auto ma abbiamo scelto la bicicletta perché siamo fermamente convinti di poter utilizzare questo mezzo per degli itinerari che ci diano qualcosa di più del solo pedalare, comunque non disprezzabile, anzi, al quale spesso ci dedichiamo con piacere.

🚴 Il Carso è molto adatto a dei giri di allenamento e quello che vi propongo è piuttosto breve (29 km) e non affronta grossi dislivelli, solo il caratteristico saliscendi carsico (da non sottovalutare), oltre al dislivello netto di 120 m. Dunque si parte da Opicina e si va a Basovizza lungo la strada provinciale. Dal paese al valico di Lipizza ed a Lokev. Il tabor si trova proprio in centro, dietro alla chiesa. 
Si nota immediatamente la caratteristica torre, ampiamente restaurata, che ospita il museo, e, poco più in là, un pezzo delle mura, oggi in gran parte distrutte. 🚴


Tabor di Lokev (foto Daniela Durissini)

Il tabor di Lokev è una delle molte fortificazioni spontanee, sorte sul Carso, nel XV e XVI secolo, lungo le strade percorse dai Turchi che, in una nutrita serie di scorrerie, aprirono, nel corso degli anni, la via ad un vero e proprio esercito che fu in grado di arrivare alle porte di Vienna. Ma questo avvenne molti anni dopo; a partire dal  XV secolo, le popolazioni rurali, del tutto indifese e lontane dalle mura protettrici della città, costruirono dei recinti in pietra, talvolta solo delle torri, poco distanti dalle loro case, per potersi riparare nel corso delle incursioni. Molte volte queste fortificazioni potevano ospitare anche gli animali. 
Osservando l'esiguità delle mura e la vulnerabilità dei siti vien da chiedersi come potessero pensare di difendersi in questo modo dai Turchi. Il fatto è che i drappelli a cavallo compivano scorrerie veloci, anche se distruttive, con l'intento di predare, e certamente non erano organizzati per un assedio, benché breve. Perciò, la posizione spesso defilata, e la cerchia muraria, servivano egregiamente a tener lontano il pericolo. 
Quasi sempre nel recinto si trovava anche una piccola chiesa. 
Esempi di fortificazioni spontanee di questo tipo si trovano quasi in tutti i paesi interessati dall'avanzata turca. 

🚴 Dalla piazza del paese si scende una ripida strada e ci si dirige verso Sesana, tra campi da sfalcio e boschetti, sempre su asfalto ed in continuo saliscendi. Si supera l'incrocio per Lipizza (Lipica) e, quando si giunge ad un'ampia rotonda, si imbocca la seconda uscita, segnalata, verso Orlek.🚴





Il paese è assai caratteristico e lungo la strada si nota un antico crocefisso su una colonna, al centro di un incrocio, che merita una sosta. Da un lato c'è il Cristo, dall'altro una piccola Madonnina. La data è 1833. Un tempo si trovava all'angolo della casa adiacente.






🚴 Sempre in discesa si lascia Orlek e si rientra in Italia lungo la ciclabile (all'inizio un po' sconnesso) che passa davanti all'ingresso dell'abisso di Trebiciano e giunge al paese. Qui si presentano due possibilità, o si prosegue per la strada asfaltata verso Opicina o si prosegue lungo la ciclabile che supera il ponte sulla superstrada, e dopo aver percorso un tratto su una strada dismessa sale su sentiero fino a Banne e da lì, sempre su sentiero torna ad Opicina.🚴