Nel bellissimo e ben curato (e restaurato) centro storico del paese di Štanjel, sul Carso sloveno, si possono cogliere alcuni degli elementi caratteristici dell'architettura locale in pietra. Molti edifici, benché oggi intonacati, mostrano alcuni particolari risalenti alle costruzioni originali, realizzate interamente in pietra a vista. Tuttavia l'edificio che maggiormente attira l'attenzione del visitatore, ed il più suggestivo, è la Kraška Hiša (Casa carsica), che si trova proprio nel centro del borgo antico. Il piccolo edificio, monocellulare, realizzato con pietre squadrate di diverse dimensioni, presenta una porta ad arco e piccole aperture al piano superiore, una copertura in pietra, ma soprattutto conserva, caso rarissimo ormai, le belle grondaie in pietra, sorrette da mensoloni, anch'essi in pietra, che convogliano le acque meteoriche nel grande pozzo antistante. Un tempo, nei paesi del Carso, data la scarsità d'acqua, si raccoglievano le acque meteoriche in questo modo, convogliandole tutte nelle cisterne e nel pozzo centrale del paese, nel quale confluivano più grondaie proveniente da edifici diversi. Questo sistema, con l'ottimizzazione degli acquedotti, è stato da tempo del tutto abbandonato e quindi se ne possono vedere ancora poche testimonianze, rarissime poi quelle realizzate interamente in pietra.
All'inizio ed alla fine del cammino c'è sempre un libro: percorsi e curiostà culturali
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martedì 17 maggio 2022
venerdì 13 maggio 2022
Fotografare l'arte. L'antico crocifisso trilobato (Dane, Slovenia)
| Dane. Crocifisso trilobato (foto Daniela Durissini) |
Nel piccolo paese carsico di Dane, nei pressi di Skocjan, murato sulla facciata postica di una vecchia casa si trova un crocifisso trilobato di buona fattura che, da queste parti, costituisce una rarità. La croce presenta i bracci di eguale lunghezza, ed è interessante notare la terminazione triloba, di origine greca, (infatti deriva la forma proprio dal trifoglio greco) che richiama la Trinità. In cima al braccio superiore ed a quelli laterali è stato scolpito un fiore, mentre il braccio inferiore ospita i piedi del Cristo, il quale non ha le gambe sovrapposte ma diritte mentre una leggera sovrapposizione si nota nei piedi.
martedì 3 maggio 2022
Ambiente e territori. Štanjel. Il giardino Ferrari
A Štanjel, nel cuore del Carso sloveno, proprio sotto la cerchia di mura che delimita il magnifico centro storico, si accede, per un viottolo circondato dal verde (Fabianijeva pot) al Giardino Ferrari, Ferrarijev vrt. L'accesso è libero ed il percorso estremamente interessante. L'ampia area verde, infatti, realizzata dall'architetto Max Fabiani nel periodo tra le due guerre, era parte integrante della villa rurale del cognato, il medico triestino Enrico Ferrari, e fu concepita come una naturale continuazione della struttura e del borgo, degradante in ampi terrazzamenti. Max Fabiani, che era originario della vicina frazione di Kobdilj, dove si trovava la casa di famiglia, con grande sensibilità seppe utilizzare il materiale caratteristico del Carso, la pietra calcarea, con la quale tuttavia creò elementi nuovi e particolari per il contesto, come le fontane, la vasca con l'isolotto, la gloriette, dalla quale si gode di un panorama ampissimo, sulle colline circostanti e, più in là, sulle selve, la grotta. Dal giardino si ammira anche parte del borgo, accuratamente restaurato. In primavera i viali fioriscono di tulipani ed iris, mentre nelle parti lasciate alla natura si sviluppa abbondante la flora locale.
►(click) Per approfondire: scheda del giardino su Visitstanjel
venerdì 22 aprile 2022
Arti e architetture. Andrea Pozzo. Gloria di Sant'Ignazio (1685)
L'artista gesuita Andrea Pozzo, eseguì, tra il 1691 ed il 1694, per la chiesa romana di Sant'Ignazio, uno degli affreschi più grandi al mondo, raffigurante la Gloria del santo e l'attività missionaria della Compagnia di Gesù. L'artista pone al centro di un'architettura dipinta che serve a dare l'illusione della continuazione dell'edificio, le figure di Cristo e di Sant'Ignazio, circondati dagli angeli e dai santi appartenenti all'Ordine. Dalla croce di Cristo emana un raggio che colpisce il cuore del santo ed altri raggi che colpiscono i quattro continenti.
| Roma. Chiesa di Sant'Ignazio. Andrea Pozzo. Gloria di Sant'Ignazio (foto Daniela Durissini) |
venerdì 15 aprile 2022
Fotografare l'arte. Roma. S.Maria del Popolo. La cappella del Presepio
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| Roma. Basilica di Santa Maria del Popolo. Cappella del Presepio (foto Daniela Durissini) |
martedì 12 aprile 2022
Arti e architetture. Roma. Fontana del Nettuno (piazza del Popolo)
| Roma. Piazza del Popolo. Fontana del Nettuno (foto Daniela Durissini) |
Giuseppe Valadier, l'architetto che progettò la ristrutturazione della piazza del Popolo, concepì tanto la fontana della Dea Roma, che quella del Nettuno, collocata di fronte alla prima, nell'emiciclo opposto. Il gruppo del Nettuno, come quello della Dea Roma, fu eseguito materialmente dallo scultore Giovanni Ceccarini e completato nel 1823. La statua principale, raffigura il dio, eretto, con il tridente nella mano destra, ai piedi del quale si vedono due tritoni, con accanto due delfini con la bocca spalancata. Il tritone di sinistra suona una buccina, quello di destra sembra in difficoltà a domare il delfino. Sono state osservate della similitudini tra questo gruppo e quello che è stato creato dal Bracci per la parte centrale della fontana di Trevi. Il gruppo scultoreo poggia su di un basamento ai piedi del quale è stata costruita una vasca semicircolare in travertino, alla quale l'acqua arriva a sversamento da una conchiglia, anch'essa in travertino, a sua volta alimentata mediante un catino superiore.
L'acquedotto che alimenta la fontana è quello dell'Acqua Vergine.
sabato 2 aprile 2022
Fotografare l'arte. Roma. S. Pietro in Vincoli. Affresco di Jacopo Coppi
| Roma. S.Pietro in Vincoli. Jacopo Coppi. Storie delle catene di S.Pietro Giovenale consegna ad Eudocia le catene di Pietro (foto Daniela Durissini) |
Nella Basilica romana di San Pietro in Vincoli si possono ammirare gli affreschi dell'abside, realizzati nel 1577 dal pittore fiorentino Jacopo Coppi, dedicati alle Storie delle catene di San Pietro. Gli affreschi denotano uno stile ormai maturo del pittore che, nato a Peretola nel 1523, aveva operato per lo più a Firenze, accostandosi all'ambiente del Vasari e frequentando poi l'Accademia di disegno. Le Storie costituiscono la sua opera più importante e significativa per lo stile particolare che la caratterizza e che costituisce il tratto tipico dell'autore. Interessante il moltiplicarsi delle figure, allungate, collocate in un mondo orientaleggiante, la ricca fastosità degli abiti, le espressioni dei volti ritratti.
►(click) Scheda Treccani su Jacopo Coppi
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