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Visualizzazione post con etichetta Pensieri d'autore. Mostra tutti i post
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giovedì 24 febbraio 2022

Pensieri d'autore. Ronald Syme, La rivoluzione romana



Gaio Curzio ci viene presentato come un leader dell’ordine equestre. E non solo: Curzio era un fortissimus et maximus publicanus, il che dovrebbe bastare. Un’eloquente difesa proclama che se egli effettuava operazioni finanziarie, non lo faceva per profitto personale, ma per procurarsi mezzi a scopi benefici e caritatevoli. Non abbiamo prove circostanziate che confermino questo paradosso tra i finanzieri romani. Si sa di piú su suo figlio, un banchiere che aveva estese ramificazioni del proprio giro d’affari in tutto il mondo. Il disinteressato quanto illuminato Postumo, inoltre, prestò grandi somme di denaro al re d’Egitto che, non potendo ripagare il suo benefattore in moneta sonante, gli diede quel che poté e lo nominò capo del ministero delle Finanze del suo regno. Senatori e cavalieri: questa era la fazione di Cesare. Avendo dalla sua parte la plebe romana e le legioni della Gallia, un gruppo di famiglie di antica nobiltà, giovani di temperamento focoso e banchieri lungimiranti, Cesare conquistò facilmente Roma e l’Italia. Ma Roma aveva conquistato un impero: la sorte dell’Italia fu decisa nelle province. Nei tempi andati, il nobile romano accresceva la sua potenza e la sua autorità unendo a sé in amicizia l’aristocrazia d’Italia, legando il povero alla propria clientela. La pratica si estese presto alle province. In questo Pompeo Magno superò tutti i proconsoli che l’avevano preceduto. 

Ronald Syme, La rivoluzione romana, Torino, Einaudi, (Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie Vol. 622), trad. Giusto Traina, Manfredo Manfredi

giovedì 9 gennaio 2020

Pensieri d'autore. Henry David Thoreau

La straordinaria faggeta di Zasip (Slovenia)


"Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto."

Henry David Thoreau, Walden. Vita nel bosco, cap. II (1854)


⇒(click) Il libro. Henry David Thoreau, Walden. Vita nel bosco, a cura di S. Proietti, Milano, Feltrinelli, 2014

mercoledì 26 giugno 2019

Pensieri d'autore. Matteo Nucci. Estate

Croazia. Campo nei pressi di Vrana (foto Daniela Durissini)


"È passato da poco il mezzogiorno e sui campi inondati di sole l’aria si è come ispessita. Insetti vagano formando circoli irregolari, sembra quasi che saltellino in un ronzio sordo inesauribile. Le cicale cantano. È un frinire ordinato, un coro possente che pare un respiro divino. Da qualche parte fra le rocce, serpenti riposano. Anche le tartarughe di queste zone, i magnifici esemplari di testudo marginata, si sono allontanate dai raggi solari che calano a picco sulla terra spaccata."

da Matteo Nucci, L'abisso di Eros: Seduzione 


⇒(click) Il libro: Matteo Nucci, L'abisso di Eros: Seduzione, Milano, Ponte alle Grazie, 2018

giovedì 13 giugno 2019

Pensieri d'autore. Arguedas da Cervantes a Marquez

H.  Daumier,  Don Chisciotte  e Ronzinante
José Maria Arguedas, grande autore peruviano, non molto conosciuto e poco letto, nel suo  complesso, ultimo lavoro, peraltro incompiuto, El zorro de arriba y el zorro de abajo, pubblicato postumo, nel 1971, entra in aperta polemica con Carlos Fuentes e, di più, con Julio Cortazar. Quest'ultimo, in particolare, sosteneva la scrittura come professione, mentra Arguedas pensa che questo possa nuocere alla libertà dell'autore ed in definitiva, alla spontaneità. A questo proposito elenca alcuni autori che, secondo lui, possono dirsi professionisti, tra cui inserisce Neruda e, tra i classici, Molière, mentre tra quelli che non lo sono e che lui ammira maggiormente mette Marquez e.....Cervantes. Arguedas pensava senz'altro al suo universo letterario, fatto di storie magnifiche ispirate dalle leggende degli indios andini, ed è per questo motivo che mette sullo stesso piano, oltre a sé stesso, Marquez e Cervantes, autori  che hanno nutrito le loro opere con la  cultura e con la fantasia, traendo ispirazione dai racconti popolari e dai classici. Ma per elaborare opere di questo tipo è evidente che l'autore devve sentirsi, ma soprattutto essere, libero.



mercoledì 5 giugno 2019

Pensieri d'autore. W. Goethe e le leggi della natura

W. Goethe era anche un appassionato naturalista. Amico di Alexander von Humboldt non perdeva occasione di incontrarsi con lui e seguiva con attenzione i suoi progressi in campo scientifico. Lui stesso però ebbe occasione di fare interessanti osservazioni che riportò nei suoi quaderni di appunti e che confluirono in alcune opere dedicate appunto alla natura, come  La metamorfosi delle piante.

Fiore di limone (foto Daniela Durissini)


Tutte le forme sono affini, e niuna 
somiglia all'altra; così allude il coro
ad una legge occulta, a un sacro enimma...
Ogni pianta t'annunzia eterne leggi, 
ogni fiore con te parla più chiaro



da W. Goethe, La metamorfosi delle piante

⇒(click) Il libro: W. Goethe, La metamorfosi delle piante, Milano, Guanda, 1999

Federica Cislaghi, Goethe e Darwin: la filosofia delle forme viventi, Milano, Mimesis, 2009

martedì 23 aprile 2019

Pensieri d'autore. Federico Garcia Lorca. Narciso

Narciso (foto Daniela Durissini)

Narciso
Tu olor. 
Y el fondo del río.
Quiero quedarme a tu vera. 
Flor del amor. 
Narciso. 
Por tus blancos ojos cruzan 
ondas y peces dormidos. 
Pájaros y mariposas 
japonizan en los míos. 
Tú diminuto y yo grande. 
Flor del amor. 
Narciso. 
Las ranas, ¡qué listas son! 
Pero no dejan tranquilo 
el espejo en que se miran 
tu delirio y mi delirio. 
Narciso. 
Mi dolor. 
Y mi dolor mismo


Federico Garcia Lorca, Canciones (1921-1924)

Narciso
Il tuo odore 
E il fondo del fiume
Voglio restare al tuo fianco
Fiore dell'amore
Narciso
Nei tuoi bianchi occhi passano
Onde e pesci addormentati
Uccelli e farfalle 
nipponizzano nei miei
Tu minuto e io grande
Fiore dell'amore
Narciso
Le rane, che sveglie sono!
Ma non lasciano tranquillo
Lo specchio in cui si guardano
Il tuo delirio e il mio delirio
Narciso
Il mio dolore
E il mio stesso dolore





giovedì 28 marzo 2019

Pensieri d'autore. Sergej Aleksandrovič Esenin. La felicità

(foto Daniela Durissini)


Eccola, questa sciocca felicità 
Con le sue finestre bianche spalancate sull'orto! 
Sopra lo stagno, uguale a un cigno purpureo, 
Naviga silenzioso il tramonto.

Salve, mia pozzanghera d'oro,
E voi betulle capovolte nell'acqua!
Dal tetto una banda di cornacchie
Canta i Vespri alle stelle.

Laggiù oltre i giardini
Dove fiorisce la vitalba
Una soave ragazza vestita di bianco
Accenna delicate canzoni

E il freddo notturno si distende sui campi
Come una sottana celeste.
O mia cara, mia sciocca felicità, 
Tenere e fresche guance di una volta!


Sergej Aleksandrovič  Esenin, Eccola, questa sciocca felicità
in Esenin.Poesie (Milano, Garzanti tascabili, 1981) 
prefazione e traduzione di Giuseppe Paolo Samonà

martedì 26 marzo 2019

Pensieri d'autore. Omero, Iliade

Stanjel Carso Sloveno
Stanjel (Carso sloveno) Scultura all'ingresso del castello (foto Daniela Durissini)


Rientra adunque, 
Mio dolce figlio, nelle mura, e i Teucri 
Conservane e le spose. Al diro Achille 
Non lasciar sì gran lode: abbi pensiero
Della cara tua vita, abbi pietade 
Di me meschino a cui non tolse ancora 
La sventura il sentir, di me che misi 
Già nelle soglie di vecchiezza il piede, 
Dall’alta condannato ira di Giove
Di ria morte a perir, vista di mali 
Prima ogni faccia, trucidati i figli, 
Rapite le fanciulle, i casti letti 
Contaminati, crudelmente infranti 
Contro terra i bambini, e strascinate 
Dall’empio braccio degli Achei, le nuore.

Omero, Iliade, libro XXII
(trad.di Vincenzo Monti)


giovedì 21 marzo 2019

Pensieri d'autore. Cesare Pavese "Ogni giorno che passa è un riandare"

(foto Daniela Durissini)


Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita. 

Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia. 

È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perchè nel sangue pure è primavera.


Cesare Pavese, Ogni giorno che passa è un riandare, in Le poesie (Torino, Einaudi, 1998)


Pensieri d'autore. Pablo Neruda "Il ramo rubato"

Meli in fiore Tolmin Slovenia
Fioriture a Tolmin (foto Daniela Durissini)


Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell’ombra.

Ancora non se n’é andato l’inverno,
e il melo appare
trasformato d’improvviso
in cascata di stelle odorose.

Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell’ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.



Pablo Neruda, Il ramo rubato, in I versi del Capitano, Firenze, Passigli, 1995



⇒(click) Il libro: Pablo Neruda, I versi del Capitano (IBS)


martedì 19 marzo 2019

Pensieri d'autore. Plutarco

Cigno (foto Daniela Durissini)

Imitando gli animali che emettono versi armoniosi, come il cigno e l'usignolo, abbiamo appreso il canto

Plutarco, De sollertia animalium



giovedì 14 marzo 2019

Pensieri d'autore. Giuseppe Ungaretti. I fiumi

Isonzo Caporetto Kobarid
L'Isonzo presso Caporetto-Kobarid (foto Daniela Durissini)


Mi tengo a quest’albero mutilato

Abbandonato in questa dolina

Che ha il languore
Di un circo
Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna


Stamani mi sono disteso

In un’urna d’acqua

E come una reliquia
Ho riposato


L’Isonzo scorrendo

Mi levigava

Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua


Mi sono accoccolato

Vicino ai miei panni

Sudici di guerra
E come un beduino
Mi sono chinato a ricevere
Il sole


Questo è l’Isonzo

E qui meglio

Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
Dell’universo


Il mio supplizio

È quando

Non mi credo
In armonia


Ma quelle occulte

Mani

Che m’intridono
Mi regalano
La rara
Felicità


Ho ripassato

Le epoche

Della mia vita


Questi sono

I miei fiumi


Questo è il Serchio

Al quale hanno attinto

Duemil’anni forse
Di gente mia campagnola
E mio padre e mia madre.


Questo è il Nilo

Che mi ha visto

Nascere e crescere
E ardere d’inconsapevolezza
Nelle distese pianure


Questa è la Senna

E in quel suo torbido

Mi sono rimescolato
E mi sono conosciuto


Questi sono i miei fiumi

Contati nell’Isonzo



Questa è la mia nostalgia
Che in ognuno

Mi traspare

Ora ch’è notte
Che la mia vita mi pare
Una corolla
Di tenebre

Giuseppe Ungaretti, I fiumi (16 agosto 1916), in
L'Allegria (Milano, Mondadori, 2009), anche in 
Vita di un uomo. Tutte le poesie 
(Milano, Mondadori, I Meridiani, 2005)



mercoledì 13 marzo 2019

Giorgios Seferis (13 marzo 1900). Arnisi (Il rifiuto)

Pago Pag Croazia
(foto Daniela Durissini)

Su di una spiaggia segreta
e bianca come una colomba
morivamo di sete 
ma l'acqua era salata

Sulla sabbia dorata
scrissi il tuo nome
meraviglioso! ma dal mare il vento 
arrivò e ne cancellò le parole

Con quale spirito, con quale animo,
quale desiderio e quale passione
afferrammo le nostre vite: che errore!
così cambiammo le nostre vite

Giorgios Seferis, Arnisi (1963)

Giorgios Seferis, nato a Smirne il 13 marzo del 1900, premio Nobel per la letteratura nel 1963, è stato un intellettuale, poeta e diplomatico greco. Contrario fin dai primi momenti al regime che i colonnelli avevano instaurato nel suo paese, nel 1967, intervenne più volte pubblicamente con parole dure di condanna della giunta militare. Alla sua morte, avvenuta nel 1971, i funerali, svoltisi ad Atene, videro una grande partecipazione, mentre la gente intonava proprio Arnisi, musicata nel frattempo dal dissidente, Mikis Theodorakis, imprigionato a causa delle sue opinioni poltiche. A seguito di questo episodio la giunta militare proibì la canzone, che da allora divenne il canto della resistenza greca.
L'opera di Seferis è immeritatamente poco conosciuta in Italia. 


giovedì 7 marzo 2019

Pensieri d'autore. Salvatore Quasimodo

Croazia Pag
Il mare di Pag (foto Daniela Durissini)

Già da più notti s'ode ancora il mare 
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce. 
Eco d'una voce chiusa nella mente 
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse 
d'uccelli delle torri, che l'aprile 
sospinge verso la pianura. Già 
m'eri vicina tu con quella voce; 
ed io vorrei che pure a te venisse, 
ora, di me un eco di memoria, 
come quel buio murmure di mare.


da Salvatore Quasimodo, S'ode ancora il mare
in Giorno dopo giorno (Milano, Mondadori, 1947)


⇒(click) Il Libro: Salvatore Quasimodo, Giorno dopo giorno  (Il libro di trova, usato, nell'edizione del 1960)

mercoledì 6 marzo 2019

Pensieri d'autore. Francesco Guicciardini

Francesco Guicciardini 
Firenze, 6 marzo 1483

Ritratto di Francesco Guicciardini

Quelli cittadini che appetiscono onore e gloria nella cittá sono laudabili e utili, pure che non la cerchino per via di sette e di usurpazione, ma collo ingegnarsi di essere tenuti buoni e prudenti, e fare buone opere per la patria.


da Francesco Guicciardini, Ricordi

⇒(click) Il Libro: Francesco Guicciardini, Ricordi 

martedì 22 gennaio 2019

Pensieri d'autore. Pablo Neruda. La povertà

Valparaiso. Murale (foto Daniela Durissini)

Ahi, non vuoi,
ti spaventa
la povertà,
non vuoi
andare con scarpe rotte al mercato
e tornare col vecchio vestito.
Amore, non amiamo,
come vogliono i ricchi,
la miseria. Noi
la estirperemo come dente maligno
che finora ha morso il cuore dell'uomo.
Ma non voglio
che tu la tema.
Se per mia colpa arriva alla tua casa,
se la povertà scaccia
le tue scarpe dorate,
che non scacci il tuo sorriso che é il pane della mia vita
Se non puoi pagare l'affitto
esci al lavoro con passo orgoglioso,
e pensa, amore, che ti sto guardando
e uniti siamo la maggior ricchezza
che mai s'è riunita sulla terra.


da Pablo Neruda, I versi del Capitano

venerdì 9 novembre 2018

Pensieri d'autore. Luis Sepulveda

Golfo di Trieste (foto Daniela Durissini)

Quando si varca l'arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c'è il mare


da Luis Sepulveda, Incontro d'amore in un paese di guerra (2012)


⇒(click) Il libro: Luis Sepulveda, Incontro d'amore in un paese di guerra (Guanda, 2012)


venerdì 19 ottobre 2018

Pensieri d'autore. Il Carso di Scipio Slataper

Alto carso
Altipiano Carsico (foto Daniela Durissini)

Il mio carso è duro e buono. Ogni suo filo d'erba ha spaccato la roccia per spuntare, ogni suo fiore ha bevuto l'arsura per aprirsi. Per questo il suo latte è sano e il suo miele odoroso.
Egli è senza polpa.  Ma ogni autunno un'altra foglia bruna si disvegeta nei suoi incassi e la sua poca terra rossastra sa ancora di pietra e di ferro. Egli è nuovo ed eterno. E ogni tanto s'apre in lui una quieta dolina, ed egli riposa infantilmente tra i peschi rossi e le pannocchie canneggianti.
Disteso sul tuo grembo io sento lontanar nel profondo l'acqua raccolta dai tuoi abissi, una sola acqua, e fresca, che porta la tua giovane salute al mare e alla città.


da Scipio Slataper, Il mio Carso (La Voce, 1912)

Scipio Slataper (Trieste 1888 - Monte Calvario 1915)

⇒(click) Il libro: Scipio Slataper, Il mio Carso (pdf Progetto Manuzio)

giovedì 27 settembre 2018

Pensieri d'autore. Grazia Deledda

Fontana Piazza San Pietro
Roma. Piazza San Pietro. Fontana (foto Daniela Durissini)

"Adattarsi bisogna" - disse Efix versandogli da bere - "Guarda tu l'acqua: perché dicono che è saggia? perché prende la forma del vaso dove la si versa".


da Grazia Deledda, Canne al vento (1969)

Grazia Deledda (28 settembre 1871, Nuoro - 15 agosto 1936, Roma) scrittrice, ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1926.


⇒(click) Il libro: Grazia Deledda, Canne al vento

mercoledì 26 settembre 2018

Pensieri d'autore. Jonathan Swift

Sebastiano del Piombo Polifemo
Roma. Villa Farnesina. Sebastiano del Piombo. Polifemo (foto Daniela Durissini)


Gulliver a colloquio con il re dei Giganti: La sua scienza del governo era chiusa in limiti strettissimi, riducendosi al buon senso,  alla ragionevolezza, alla dolcezza, alla sollecitudine nel decidere le questioni civili e penali, e a simili volgari principi di cui non mette neppur conto parlare. Egli finì con un paradosso di questa fatta: che l'uomo capace di far crescere due spighe o due fili d'erba dove prima ne cresceva soltanto uno, sarebbe stato più utile al genere umano e al proprio paese, di tutta la genia dei nostri polticanti.


Da Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver


⇒(click) Il libro: I viaggi di Gulliver (liberliber, prima versione italiana integrale, 1921)