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Visualizzazione post con etichetta Fotografare l'architettura. Mostra tutti i post
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sabato 20 novembre 2021

Fotografare l'architettura. Foro romano di Aquileia. Capitelli

Aquileia. Foro romano. Capitelli (foto Daniela Durissini)

I capitelli che sormontano le colonne recuperate del Foro romano di Aquileia risalgono alla seconda metà del II sec. d. C., corrispondente alla tarda età degli imperatori Antonini. Sono stati realizzati in pietra d'Aurisina, come le colonne, oggi reintegrate in laterizio. 



venerdì 5 novembre 2021

Fotografare l'architettura. Moggessa di là. Casa rurale



Moggessa di là. casa rurale (foto Daniela Durissini)

I borghi rurali di Moggessa di qua e Moggessa di là, siti nella montagna soprastante l'abitato di Moggio, abbandonati dalla popolazione stanziale e gravemente danneggiati dal terremoto del 1976, conservano ancora degli interessanti edifici abitativi (soprattutto Moggessa di là, che subì meno danni), alcuni dei quali sono stati parzialmente rioccupati, se non altro in alcuni periodi dell'anno. Questa casa, molto particolare, complessa e di notevoli dimensioni, presenta la facciata volta a meridione, molto dinamica, con diverse aperture (sia porte che finestre) ed alcuni balconi in legno. 

venerdì 11 giugno 2021

Fotografare l'architettura. Carso Triestino. Elementi architettonici (I)

Trebiciano. Casa carsica (foto Daniela Durissini)


Un elemento architettonico molto interessante e caratteristico negli edifici tradizionali carsici, è costituito dalle finestre riquadrate in pietra. Purtroppo le antiche costruzioni vengono molto rapidamente sostituite da nuovi edifici o cadono in rovina senza che vengano restaurate ed anche laddove si interviene con una forma di restauro, questo, molto spesso, non è condotto con i metodi corretti ed atti a salvaguardare i manufatti nella loro forma originale. Negli edifici più antichi le finestre, in genere, sono assai piccole e, nel lato esposto al vento di bora, del tutto inesistenti, e questo per mantenere all'interno una temperatura ottimale. Le finestre, come le porte, vengono riquadrate in pietra carsica.

►(click) La casa di pietra. Tipi e forme, Trento, Luigi Reverdito Editore, 1984

venerdì 7 maggio 2021

Fotografare l'architettura. Contovello. Mura medievali.

 

Contovello. Porta nelle antiche mura (foto Daniela Durissini)

La porta che si apre nelle antiche mura del villaggio di Contovello, che probabilmente circondavano un tempo l'intero abitato, presenta un arco ribassato in pietra con soprastante muratura in arenaria nella quale si apre una finestrella riquadrata in pietra calcarea, ed ha uno spessore di circa quattro metri. La porta dava accesso alla parte superiore del colle sul quale sorgeva un castello medievale, oggi scomparso, sorto a sua volta nello stesso luogo in cui, in epoca romana era stato eretto un castrum con funzione di sorveglianza dei traffici marini e terrestri. Intorno a questo castello era sorto, nel corso del secolo XV, l'abitato.

Per la storia dell'abitato: Daniela Durissini, Carlo Nicotra, Guida agli itinerari architettonico-ambientali del Carso Triestino. Arte, architettura, ambiente, storia, trieste, Lint, 1989.


venerdì 9 aprile 2021

Fotografare l'architettura. Dove l'acqua è un bene prezioso (Tisno, Croazia)

Croazia. Tisno (foto Daniela Durissini)


Nella cittadina di Tisno, in Croazia, l'acqua era da sempre un bene prezioso e raro. Tutti i sistemi di raccolta tipici delle zone carsiche aride venivano adottati per poter conservare ogni goccia d'acqua da sfruttare per coltivare i campi, abbeverare gli animali ed anche per l'uso quotidiano dei pochi abitanti. Questa fontana è particolarmente interessante, poiché racconta la storia della raccolta dell'acqua piovana, filtrata, conservata nelle cisterne e poi restituita all'uso comune. 


venerdì 26 marzo 2021

Fotografare l'architettura. Grado. Santa Maria delle Grazie

Grado. Basilica di Santa Maria delle Grazie. Abside del V sec.
(foto Daniela Durissini)


La Basilica di Santa Maria delle Grazie, sorta alla fine del VI sec. a lato dell'altra basilica, quella di Sant'Eufemia, fu voluta dal patriarca Elia e venne edificata sui resti di un edificio più antico di poco più di un secolo (prima metà del V sec.). Il restauro del 1924 mise in luce e conservò quanto rimaneva di entrambe le costruzioni e, dietro all'altare e nella navata destra, si vedono oggi i resti della prima chiesa, più bassi di circa un metro rispetto all'edificato più recente. Da notare il bel pavimento in mosaico a motivi geometrici.

Grado. Basilica di Santa Maria delle Grazie.
Navata destra. Pavimento musivo (V. sec.)
(foto Daniela Durissini)


►(click) Archeocartafvg, Basilica di Santa Maria delle Grazie


venerdì 19 marzo 2021

Fotografare l'architettura. Grado. Santa Maria delle Grazie

Grado. Santa Maria delle Grazie (foto Daniela Durissini)

Colonne della basilica paleocristiana di Santa Maria delle Grazie, fatta costruire a Grado, alla  fine del VI secolo, dal patriarca Elia. Si notano le qualità non omogeee dei materiali nelle tre colonne vicine, che denunciano la diversa provenienza delle stesse, riutilizzate nella costruzione dell'edificio. Differenti anche i capitelli, uno dei quali, a paniere, molto deteriorato, tipico dell'architettura bizantina, uno composito-ionico a foglia finemente dentellata*, ed uno aggiunto probabilmente nel corso dei restauri degli anni '20 del XIX secolo. 

* grazie alla dottoressa Simona Pastor che ha visto questa foto e mi ha spiegato la provenienza dei capitelli

►(click) Scheda archeocartafvg

venerdì 15 gennaio 2021

Fotografare l'architettura. Chiesa di S. Giovanni in Tuba (particolare)

Chiesa di San Giovanni in Tuba (foto Daniela Durissini)


La chiesa di San Giovanni in Tuba, costruita alle foci del TImavo nel secolo XV, in stile gotico, fu gravemente danneggiata nel corso delle due guerre mondiali. L'edificio che si vede oggi è stato in gran parte ricostruito. 

►(click) Scheda dall'ArcheocartaFVG


mercoledì 9 settembre 2020

Fotografare l'architettura. Sant'Ivo alla Sapienza, il capolavoro del Borromini

Roma. Sant'Ivo alla Sapienza (sec. XVII)

Roma. Sant'Ivo alla Sapienza (foto Daniela Durissini)

La chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza è stata progettata dall'architetto Francesco Borromini. L'architetto ne ebbe l'incarico nel 1632 ed i lavori, iniziati nel 1642, furono ultimati nel 1662. La soluzione individuata dal Borromini fu fortemente condizionata dalla precedente realizzazione del cortile e del palazzo, ma l'architetto riuscì ugualmente a ricavare delle forme così audaci da risultare estremamente innovative, oltreché ricche di riferimenti colti e di simbologie che riportano ad alcune grandi opere classiche. 


►(click) Carlo Nicotra, Sant'Ivo alla Sapienza 


 

giovedì 4 giugno 2020

Fotografare l'architettura. Castello di Saint-Pierre

Val d'Aosta
Castello di Saint-Pierre (secc. XII-XIX)

Val d'Aosta Castello di Saint-Pierre
Castello di Saint-Pierre (📷 Daniela Durissini)

Il castello di Saint-Pierre è uno dei più antichi della Val d'Aosta, essendo citato già nel 1191. Arroccato in posizione elevata, a lato della strada principale che percorre il fondovalle, ha un notevole impatto scenografico. Originariamente di dimensioni modeste, è passato più volte di mano nel corso dei secoli e, quasi ogni proprietario, ha apportato delle modifiche e degli ampliamenti. Tuttavia, gli interventi più imponenti sono stati effettuati nel corso del XIX secolo, allorché il barone Emanuele Bollati di Saint-Pierre diede l'incarico della ristrutturazione del complesso, allora molto degradato, all'architetto Camillo Boggio. Questi, di origine piemontese, era uno studioso dell'architettura castellana tra Val d'Aosta e Piemonte ed aveva pubblicato alcuni studi in merito; è ricordato, tra l'altro, per essere stato il progettista del primo rifugio alpino intitolato a Vittorio Emanuele II, costruito ai piedi del Gran Paradiso ed inaugurato nel 1884.
Il Boggio doveva adattare il castello a residenza estiva della famiglia e vi impresse l'attuale aspetto, con le quattro caratteristiche torrette a completare il mastio. 
Oggi il castello, divenuto proprietà del Comune di Saint-Pierre, ospita il Museo regionale di Scienze Naturali.





mercoledì 15 aprile 2020

Fotografare l'architettura. I Propilei di von Klenze

Monaco di Baviera
Leo von Klenze. Propilei (1854-1862)

Monaco. Propilei (foto Daniela Durissini)
Monaco di Baviera Propilei
Monaco. Propilei (foto Daniela Durissini)
Leo von Klenze, architetto scelto da re Ludwig I di Baviera per sistemare alcune parti della città di Monaco, iniziò, nel 1815, a progettare lo spazio della Köingsplatz, nella quale trovarono posto, fronteggiandosi, due edifici importanti come la Glyptothek e l'Antikensammlungen. Tra il 1854 ed il 1862 chiuse lo spazio con i Propilei, realizzati, come gli altri due, in stile neoclassico, molto amato dal re e di cui l'architetto fu uno dei maggiori esponenti in Germania. 
Ognuno degli edifici doveva rappresentare uno degli stili della Grecia classica ed i Propilei furono eseguiti secondo i canoni dello stile dorico, il più antico ed il più lineare. Il blocco centrale, sormontanto da un timpano con fregio, presenta sei colonne in facciata. Ad esso sono addossate, ai due lati, due torri a pianta quadrata. La costruzione, inizialmente una delle porte d'accesso alla città, perse d'importanza quando l'abitato si sviluppò e divenne un monumento a sé stante, (dedicato alla guerra d'indipendenza greca ed alla vittoria contro i Turchi) a corona della lunga prospettiva della Brienner strasse, che traguarda l'obelisco della Karolinenplatz (realizzato con la fusione dei cannoni catturati ai Turchi durante la stessa guerra). 

⇒(click) Il libro: N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino, Einaudi, 1981; 2019

giovedì 2 aprile 2020

Fotografare l'architettura. Trieste (Palazzo Gopcevich)

Trieste. Palazzo Gopcevich

Palazzo Gopcevich (📷 Daniela Durissini)

L'edificio, di grandi dimensioni, in stile eclettico, fu commissionato dal ricco commerciante ed armatore Spiridione Gopcevich, di origini serbe, all'architetto Giovanni Andrea Berlam (Trieste 1823-Trieste 1892). I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1850. Il progettista, ispirandosi al Quattrocento lombardo e ad alcuni palazzi veneziani, ideò l'imponente facciata colorata che si specchia nel canale, organizzata su quattro piani, scanditi ognuno da una lunga fila di quindici finestre, oltre al pianterreno, dove si aprono le tre porte d'accesso. 
La facciata è assolutamente simmetrica: al primo piano un balcone centrale, posto sopra la porta d'ingresso principale, è sostenuto da mensole scolpite con cavalli alati, mentre due nicchie per ogni lato, ospitano delle statue che raffigurano personaggi storici serbi; lo stesso motivo è ripreso nei due balconi del secondo piano, ognuno collocato al di sopra delle due nicchie e delle due porte laterali d'ingresso.

Il palazzo riflesso nel canale (📷 Daniela Durissini)

Il palazzo originariamente ospitava la dimora della famiglia e l'attività imprenditoriale del proprietario e pertanto erano stati creati gli spazi per ampi magazzini di stoccaggio; oggi è sede del Museo Teatrale Schmidl ed ospita la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.



martedì 11 febbraio 2020

Fotografare l'architettura. Roma. Terme di Caracalla

Roma Terme di Caracalla interno
Roma. Terme di Caracalla (📷 Daniela Durissini)

Le Terme di Caracalla, inaugurate nel 216 da Caracalla, figlio di Settimio Severo, furono ultimate sotto i due imperatori successivi, Eliogabalo e Alessandro Severo. Per la loro realizzazione si dovettero abbattere degli edifici preesistenti ed operare degli importanti sbancamenti su una parte della collina che avrebbe ospitato il complesso. Per rifornirle dell'acqua necessaria al loro funzionamento, fu realizzata una deviazione dell'Acqua Marcia. Le terme, imponenti e ricchissime, ospitavano alcune opere d'arte oggi esposte in diversi musei. Furono dismesse nella prima metà del VI secolo quando i Goti tagliarono gli acquedotti della città. Nei secoli successivi i materiali che potevano essere impiegati in edilizia furono asportati e riutilizzati altrove, come nella costruzione della basilica di Santa Maria in Trastevere. 

⇒(click) Il libro: Romolo Augusto Staccioli, Acquedotti, fontane e terme di Roma antica, Roma, Newton Compton, 2007

⇒(click) Il libro: Filippo Coarelli, Roma, Bari, Laterza, 2008

martedì 17 dicembre 2019

Fotografare l'architettura. Monaco di Baviera

Monaco di Baviera
Tribunale distrettuale. Cupola (1891-1898)


(foto Daniela Durissini)

L'edificio del Tribunale distrettuale di Monaco di Baviera fu costruito tra il 1891 ed il 1898 su progetto del pittore ed architetto Friedrich von Thiersch (1852-1921), in stile neobarocco. Uno dei particolari degni di nota è la straordinaria cupola in ferro e vetro con funzione di lucernaio. 

mercoledì 11 dicembre 2019

Fotografare l'architettura. Trieste. Teatro romano

Trieste
Teatro romano

(foto Daniela Durissini)
Il teatro romano di Trieste si trova ai piedi del colle di San Giusto, dove fu costruito sfruttandone, per le gradinate, la naturale pendenza. Probabilmente la costruzione originale risale al I sec. a.C.. Fu ampliato nel II sec. d.C. per far posto a più di 3500 spettatori (secondo alcune fonti addirittura 6000). Nel corso dei secoli scomparve a causa della costruzione ridossata di edifici abitativi. Fu individuato nel 1814 dall'architetto Pietro Nobile ma fu portato alla luce soltanto nel 1938, quando, con il nuovo piano urbanistico, venne abbattuta parte della città vecchia per far posto alle nuove costruzioni dell'epoca. Le statue di Venere, Bacco, Apollo, Minerva, Igea ed Esculapio, che decoravano la scena e le iscrizioni rinvenute nel corso degli scavi sono state depositate presso il Lapidario Tergestino (Castello di San Giusto). 



giovedì 5 dicembre 2019

Fotografare l'architettura. Chiesa dell'Assunta (Novacella)

Abbazia di Novacella (Varna, Bressanone)
Chiesa dell'Assunta

(foto Daniela Durisisni)
L'attuale chiesa dell'abbazia di Novacella, dedicata all'Assunta, ed elevata al rango di basilica minore nel 1956, sorge sui resti di una prima costruzione, distrutta da un incendio nel 1190. La consacrazione del nuovo edificio a tre navate avvenne nel 1198, mentre il poderoso campanile richiese un maggior numero di anni per essere completato (fu portato a termine probabilmente nel 1218). 
Nel corso dei secoli la chiesa venne più volte modificata, soprattutto nel periodo gotico, fino alla barocchizzazione, ad opera di Josef Delai e Georg Philipp Appeller (1735-1744). Gli stucchi furono eseguiti da Anton Gigl, notissimo per aver decorato le facciate di alcuni importanti edifici ad Innsbruck e diversi interni di chiese nella regione, mentre gli affreschi, dai colori chiari e vivaci, si devono ad un pittore di Augusta, Matthaus Gunther. 


⇒(click) Per approfondire: Abbazia di Novacella. La basilica


venerdì 31 maggio 2019

Fotografare l'architettura. Un'antica casa contadina


Un'antica casa in arenaria a Bagnoli / Boljunec 
all'imbocco della Val Rosandra (Trieste). 
Si noti l'ampio portale per l'accesso dei carri al cortile interno


Bagnoli / Boljunec (foto Daniela Durissini)

martedì 6 novembre 2018

Fotografare l'architettura. Trieste

Alzando gli occhi
Particolare della facciata di una casa a Trieste
(via Locchi)


Trieste (foto Daniela Durissini)