Translate

mercoledì 16 novembre 2022

Archeologia. Aquileia e l'ambra

Teche di specchio in ambra (I-II sec. d.C.)
Aquileia. Museo Archeologico Nazionale (foto Daniela Durissini)
Già in epoca preistorica l'ambra, prezioso materiale proveniente dalle regioni baltiche, veniva commercializzato verso il Mediterraneo lungo la cosiddetta via dell'ambra, che attraverso un percorso complesso, mutevole nel tempo e con diverse diramazioni, trovava uno dei suoi punti terminali nella parte orientale della pianura Padana. In epoca romana la città di Aquileia fu uno dei maggiori centri di lavorazione e commercializzazione di questo materiale, una resina fossile, molto ricercato per la realizzazione di gioielli e piccoli oggetti. Lo testimoniano i numerosi ritrovamenti, avvenuti nel corso degli scavi archeologici, che comprendono anche pezzi di materiale grezzo e residui di lavorazione. La maggior parte degli oggetti rinvenuti risalgono al periodo compreso tra la metà del I sec. d.C. ed il II sec. d.C. e consistono appunto in gioielli e piccole sculture che, data la credenza popolare che attribuiva all'ambra proprietà magiche e protettive, venivano regalati come portafortuna e venivano custoditi per curare alcune malattie e per allontanare il malocchio. Tra queste preziose lavorazioni spiccano alcuni specchi di piccole dimensioni, realizzati in argento ed inseriti appunto su un supporto d'ambra lavorato finemente e raffigurante scene tratte dalla mitologia ed amate dal pubblico femminile, al quale tali oggetti erano destinati, come quella, raffinatissima, di Amore e Psiche o quella che vede una Nereide cavalcare un ippocampo.

Nessun commento:

Posta un commento

I vostri commenti ed osservazioni sono graditi