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martedì 17 gennaio 2023

Fotografare l'arte. Commodo come Ercole

Roma. Musei Capitolini. Commodo come Ercole  (fine II sec. d. C.)
 (foto Daniela Durissini)
A Roma, presso i Musei Capitolini, è conservato il busto dell'imperatore Commodo nelle vesti di Ercole. Commodo, figlio di Marco Aurelio, divenuto imperatore nel 180 d. C., viene ricordato come crudele e depravato. Fu avversato dal senato romano e divenne noto per le sue prove di forza (si esibiva anche come gladiatore), per cui fu soprannominato l'Ercole romano. Il busto, realizzato in marmo lunense, lo ritrae nei panni di Ercole, adornato con gli attributi del semidio, cioè la pelle del leone di Nemea, con la bocca sulla testa e le zampe annodate sul petto, i pomi delle Esperidi e la clava. Dal confronto con le monete che lo ritraggono si evince che il busto mostra tratti assai realistici. Fu ritrovato nel 1874 presso un criptoportico nel complesso degli horti Lamiani.

mercoledì 11 gennaio 2023

Fotografare l'arte. Vulci. La sfinge etrusca

Vulci. Sfinge (foto Daniela Durissini tratta dallo spiegone illustrativo)
A Vulci, durante la campagna di scavo del 2011, sono state rinvenute 25 tombe tra le quali quella detta della sfinge, dal ritrovamento all'interno di una sfinge (550-560a.C.) dal corpo leonino, dalle ali di rapace e dal volto umano. La statua, probabilmente non contemporanea alla tomba, ma inserita nel momento in cui il dromos era già coperto, è stata realizzata in nenfro, pietra vulcanica tipica della statuaria di Vulci a partire dal 600a.C. 

mercoledì 4 gennaio 2023

Arti e architetture. Vulci. Il mitreo

Vulci. Mitreo. Il dio Mitra che uccide il toro (copia) 
(foto Daniela Durissini)
Nel 1975, nel corso di alcuni scavi condotti a Vulci dalla Soprintendenza Archeologica dell'Etruria Meridionale, è stato scoperto un sito, dedicato al culto del dio Mitra, annesso alla domus di un ricco proprietario. La scoperta è molto importante poiché ha fornito agli archeologi una gran messe di informazioni su questo culto, di origine orientale. Tra le statue ed i reperti ceramici rinvenuti, il ritrovamento più importante è stato il gruppo di Mitra che uccide il toro, realizzato in marmo ed inizialmente in diversi frammenti, poi restaurato ed esposto in loco in copia in argilla, realizzata dall'artista Carlo Brignola. Il gruppo comprende il dio Mitra che afferra per il muso il toro e lo pugnala, mentre attorno al corpo dell'animale ferito si trovano anche un cane, in attesa di leccare il sangue che correrà dalla ferita inferta dal dio, il serpente ed uno scorpione, in numerosi casi correlati alla tauroctonia (sec. III d.C.).
Altrettanto interessante l'architettura del mitreo che svela la scenografia dei rituali praticati. All'altare, sul fondo, si giunge lungo uno stretto corridoio fiancheggiato dalle sedute in pietra dove si sistemavano i covenuti. I sei archetti in pietra che caratterizzano i banconi laterali corrispondono ai diversi livelli che il neofita doveva superare prima di giungere alla settima sfera, quella del dio. 

martedì 20 dicembre 2022

Arti e architetture. Ferrara. Rilievo di San Giuliano

Ferrara. Chiesa di San Giuliano. Rilievo di San Giuliano (foto Daniela Durissini)
Nel centro di Ferrara, poco distante dal castello, si trova la piccola chiesa di San Giuliano sulla cui facciata si vede un rilievo con l'immagine del santo che uccide per errore i genitori. Secondo la leggenda, infatti, Giuliano, nato da nobile famiglia, uomo violento e facile all'ira, nonostante fosse stato avvertito da un cervo che aveva ferito a morte sul fatto che avrebbe ucciso i genitori, non riuscì ad evitare il tragico errore. Per questo motivo trascorse il resto della sua vita in penitenza, si trasferì dal natio Belgio all'Italia dove, dopo esser giunto in Sicilia, ritornò verso nord e si fermò sulle rive del fiume Potenza, al tempo navigabile, dove si fece traghettatore, trasportando da una riva all'altra viandanti e pellegrini. Il rilievo di Ferrara, realizzato nel XV secolo, coglie la scena di Giuliano mentre si accinge ad uccidere i genitori, ospiti inattesi nella sua casa, distesi nel suo letto matrimoniale, nella convinzione che si trattasse della moglie sorpresa con un amante. 
L'antica chiesa di San Giuliano, demolita nel 1385 per far posto al castello estense, fu ricostruita nel 1405, poco distante dalla prima, nel posto dove si trova oggi, per volere di un cittadino devoto. 

venerdì 16 dicembre 2022

Arti e architetture. Il Marforio dei Musei Capitolini

Roma. Musei Capitolini. Il Marforio, I sec. d.C. (foto Daniela Durissini)
Collocata nell'esedra dei Musei Capitolini, accanto ad una fontana, aggiunta nel secolo XVIII, la grande statua di una divinità (conosciuta come il Marforio), tuttora non identificata, attira l'attenzione dei visitatori. Scolpita in marmo bianco lunense e risalente al I sec. d.C., la statua era conosciuta già nel XII secolo e, prima della sua attuale collocazione, si trovava inserita nel muro di contenimento dell'Ara Coeli e quindi nella chiesa dei SS. Luca e Martina. La divinità, recentemente restaurata, presenta una folta capigliatura, ed è rappresentata semisdraiata, con i fianchi  ed una spalla coperti da un mantello, mentre tiene una conchiglia nella mano destra. Fu identificata come un fiume, forse il Tevere, ma potrebbe essere anche il Reno o il Nilo, tuttavia sembra assai più probabile si tratti dell'Oceano.  
Comunque sia la statua è una delle statue parlanti di Roma, poiché, come accadeva per il Pasquino, e per alcune altre statue, su di essa venivano affissi i biglietti con le proteste del popolo nei confronti dei governanti. 

domenica 11 dicembre 2022

Fotografare l'arte. Ritratto di Plotina (II sec. d.C.)

Roma. Museo Nazionale di Palazzo Massimo alle Terme. Ritratto di Plotina (foto Daniela Durissini)
Il bellissimo ritratto di Plotina, moglie di Traiano (98-117 d.C.), a cui sopravvisse per quattro anni, custodito presso il Museo Nazionale romano a Palazzo Massimo, ritrae la donna con espressione sobria, ed un'acconciatura molto semplice, con i capelli raccolti sulla fronte e quindi uniti sulla nuca. Tale ritratto proviene dal Frigidarium delle terme di Nettuno ad Ostia ed è datato dal 112 al 121 d.C., anno della morte di Plotina. 

lunedì 5 dicembre 2022

Arti e architetture. Roma. La fontana del Mascherone

Roma. Fontana del Mascherone (foto Daniela Durissini)
La fontana del Mascherone, in via Giulia, a Roma, è stata realizzata dall'architetto Girolamo Rainaldi (1570-1655), su commissione della famiglia Farnese, il cui palazzo si trova nelle vicinanze. Per comporre la fontana è stato utilizzato un mascherone in marmo di epoca romana, dalla cui bocca sgorga l'acqua, accostato ad un supporto in pietra con due volute alla base e un architrave sormontato da un giglio in ferro, simbolo della famiglia Farnese.  
Roma. Fontana del Mascherone (foto Daniela Durissini)
Sotto al mascherone una conchiglia in marmo raccoglie l'acqua che ricade ulteriormente in una vasca sottostante. Si narra che in occasione delle feste date dalla famiglia dalla fontana sgorgasse vino anziché acqua.