Translate

mercoledì 15 marzo 2023

Arti e architetture. Fanciullo che strozza l'oca (II sec. d.C.)

Roma. Musei Capitolini. Fanciullo che strozza l'oca (1741)
(foto Daniela Durissini)
Presso i Musei Capitolini a Roma è conservata la scultura che rappresenta un fanciullo nell'atto di strozzare un'oca, datata al II sec. d.C.. Il gruppo scultoreo, che si ispira all'originale in bronzo realizzato da  Boeto di Calcedonia del II sec. a.C., fu rinvenuto nel 1741 tra San Giovanni in Laterano e Santa Croce di Gerusalemme. Il fanciullo è raffigurato mentre afferra l'oca per il collo e si piega su di essa, nel tentativo di limitarne i movimenti. Probabilmente, prima del restauro a cui la scultura fu sottoposta, la testa dell'oca era rivolta nel senso opposto, dato che la composizione sembra destinata ad essere osservata frontalmente, il che, tra l'altro, giustificherebbe il fatto che il dorso del fanciullo non è stato completato. L'opera fu donata ai Musei Capitolini da Bendetto XIV, come ricorda l'iscrizione sulla base.

giovedì 16 febbraio 2023

Fotografare l'arte. Colonna Traiana.Il Danubio

Roma. Colonna Traiana (II sec.). L'esercito romano passa il Danubio
(foto Daniela Durissini)
La colonna Traiana, eretta nel II secolo (fu inaugurata il 12 maggio del 113) per celebrare la conquista della Dacia da parte dell'esercito dell'imperatore Traiano, riporta tutti i momenti più significativi delle campagne militari che condussero alla vittoria sui Daci. Tra le prime scene scolpite a spirale sulla colonna,  e riferite alla prima campagna del 101, si vede l'esercito romano mentre si accinge ad attraversare il Danubio su barche, cariche di approvvigionamenti. Il fiume è identificato con la divinità fluviale che emerge possente dalle acque. Sullo sfondo la fortezza romana di Viminacium (oggi scomparsa, ma vicina all'attuale Kostolac, in Serbia) o Singidunum (attuale Belgrado).

domenica 29 gennaio 2023

Fotografare l'arte. Menade danzante

Roma. Musei Capitolini. Menade danzante (foto Daniela Durissini)
Rilievo con menade danzante realizzato in marmo pentelico, derivante da un monumento circolare e ritrovato nel 1875 a Roma, presso la piazza Vittorio Emanuele. Si tratta di una replica neoattica di un donario votivo coregico realizzato da Callimaco nel periodo compreso tra il 406 ed il 405 a.C. per la rappresentazione della Baccanti di Euripide. (Roma, Musei Capitolini) 

domenica 22 gennaio 2023

Archeologia. Aquileia. Artemide efesina

Aquileia. Museo Archeologico Nazionale
Artemide efesina (foto Daniela Durissini)
Nell'Aquileia del I secolo d.C. erano presenti i culti di alcune divinità orientali. Tra questi, molto importante, appare quello dell'Artemide efesina, dea lunare legata alla natura ed alla caccia, la cui rappresentazione tipica è caratterizzata dalla veste ricchissima, ornata con offerte e simboli di fecondità. L'Artemide di Aquileia è stata scolpita in marmo e la provenienza non è stata tracciata. La divinità è citata anche in un'iscrizione bilingue fatta realizzare da Tiberio Claudio Magno, cittadino originario di Efeso e che ad Aquileia era patrono del collegio dei cacciatori di Nemesi (►(click) Francesca Diosono, I Nemesiaci, Diana e l'arena: una rilettura di CTh XIV, 7,2), divinità legata alla caccia ed ai combattimenti con animali o tra animali ospitati, generalmente, negli anfiteatri. Le numerose riproduzioni esistenti in epoca romana e ritrovate in diverse località, fanno riferimento all'originaria statua di Artemide ritrovata in Efeso. 

martedì 17 gennaio 2023

Fotografare l'arte. Commodo come Ercole

Roma. Musei Capitolini. Commodo come Ercole  (fine II sec. d. C.)
 (foto Daniela Durissini)
A Roma, presso i Musei Capitolini, è conservato il busto dell'imperatore Commodo nelle vesti di Ercole. Commodo, figlio di Marco Aurelio, divenuto imperatore nel 180 d. C., viene ricordato come crudele e depravato. Fu avversato dal senato romano e divenne noto per le sue prove di forza (si esibiva anche come gladiatore), per cui fu soprannominato l'Ercole romano. Il busto, realizzato in marmo lunense, lo ritrae nei panni di Ercole, adornato con gli attributi del semidio, cioè la pelle del leone di Nemea, con la bocca sulla testa e le zampe annodate sul petto, i pomi delle Esperidi e la clava. Dal confronto con le monete che lo ritraggono si evince che il busto mostra tratti assai realistici. Fu ritrovato nel 1874 presso un criptoportico nel complesso degli horti Lamiani.

mercoledì 11 gennaio 2023

Fotografare l'arte. Vulci. La sfinge etrusca

Vulci. Sfinge (foto Daniela Durissini tratta dallo spiegone illustrativo)
A Vulci, durante la campagna di scavo del 2011, sono state rinvenute 25 tombe tra le quali quella detta della sfinge, dal ritrovamento all'interno di una sfinge (550-560a.C.) dal corpo leonino, dalle ali di rapace e dal volto umano. La statua, probabilmente non contemporanea alla tomba, ma inserita nel momento in cui il dromos era già coperto, è stata realizzata in nenfro, pietra vulcanica tipica della statuaria di Vulci a partire dal 600a.C. 

mercoledì 4 gennaio 2023

Arti e architetture. Vulci. Il mitreo

Vulci. Mitreo. Il dio Mitra che uccide il toro (copia) 
(foto Daniela Durissini)
Nel 1975, nel corso di alcuni scavi condotti a Vulci dalla Soprintendenza Archeologica dell'Etruria Meridionale, è stato scoperto un sito, dedicato al culto del dio Mitra, annesso alla domus di un ricco proprietario. La scoperta è molto importante poiché ha fornito agli archeologi una gran messe di informazioni su questo culto, di origine orientale. Tra le statue ed i reperti ceramici rinvenuti, il ritrovamento più importante è stato il gruppo di Mitra che uccide il toro, realizzato in marmo ed inizialmente in diversi frammenti, poi restaurato ed esposto in loco in copia in argilla, realizzata dall'artista Carlo Brignola. Il gruppo comprende il dio Mitra che afferra per il muso il toro e lo pugnala, mentre attorno al corpo dell'animale ferito si trovano anche un cane, in attesa di leccare il sangue che correrà dalla ferita inferta dal dio, il serpente ed uno scorpione, in numerosi casi correlati alla tauroctonia (sec. III d.C.).
Altrettanto interessante l'architettura del mitreo che svela la scenografia dei rituali praticati. All'altare, sul fondo, si giunge lungo uno stretto corridoio fiancheggiato dalle sedute in pietra dove si sistemavano i covenuti. I sei archetti in pietra che caratterizzano i banconi laterali corrispondono ai diversi livelli che il neofita doveva superare prima di giungere alla settima sfera, quella del dio. 

martedì 20 dicembre 2022

Arti e architetture. Ferrara. Rilievo di San Giuliano

Ferrara. Chiesa di San Giuliano. Rilievo di San Giuliano (foto Daniela Durissini)
Nel centro di Ferrara, poco distante dal castello, si trova la piccola chiesa di San Giuliano sulla cui facciata si vede un rilievo con l'immagine del santo che uccide per errore i genitori. Secondo la leggenda, infatti, Giuliano, nato da nobile famiglia, uomo violento e facile all'ira, nonostante fosse stato avvertito da un cervo che aveva ferito a morte sul fatto che avrebbe ucciso i genitori, non riuscì ad evitare il tragico errore. Per questo motivo trascorse il resto della sua vita in penitenza, si trasferì dal natio Belgio all'Italia dove, dopo esser giunto in Sicilia, ritornò verso nord e si fermò sulle rive del fiume Potenza, al tempo navigabile, dove si fece traghettatore, trasportando da una riva all'altra viandanti e pellegrini. Il rilievo di Ferrara, realizzato nel XV secolo, coglie la scena di Giuliano mentre si accinge ad uccidere i genitori, ospiti inattesi nella sua casa, distesi nel suo letto matrimoniale, nella convinzione che si trattasse della moglie sorpresa con un amante. 
L'antica chiesa di San Giuliano, demolita nel 1385 per far posto al castello estense, fu ricostruita nel 1405, poco distante dalla prima, nel posto dove si trova oggi, per volere di un cittadino devoto. 

venerdì 16 dicembre 2022

Arti e architetture. Il Marforio dei Musei Capitolini

Roma. Musei Capitolini. Il Marforio, I sec. d.C. (foto Daniela Durissini)
Collocata nell'esedra dei Musei Capitolini, accanto ad una fontana, aggiunta nel secolo XVIII, la grande statua di una divinità (conosciuta come il Marforio), tuttora non identificata, attira l'attenzione dei visitatori. Scolpita in marmo bianco lunense e risalente al I sec. d.C., la statua era conosciuta già nel XII secolo e, prima della sua attuale collocazione, si trovava inserita nel muro di contenimento dell'Ara Coeli e quindi nella chiesa dei SS. Luca e Martina. La divinità, recentemente restaurata, presenta una folta capigliatura, ed è rappresentata semisdraiata, con i fianchi  ed una spalla coperti da un mantello, mentre tiene una conchiglia nella mano destra. Fu identificata come un fiume, forse il Tevere, ma potrebbe essere anche il Reno o il Nilo, tuttavia sembra assai più probabile si tratti dell'Oceano.  
Comunque sia la statua è una delle statue parlanti di Roma, poiché, come accadeva per il Pasquino, e per alcune altre statue, su di essa venivano affissi i biglietti con le proteste del popolo nei confronti dei governanti. 

domenica 11 dicembre 2022

Fotografare l'arte. Ritratto di Plotina (II sec. d.C.)

Roma. Museo Nazionale di Palazzo Massimo alle Terme. Ritratto di Plotina (foto Daniela Durissini)
Il bellissimo ritratto di Plotina, moglie di Traiano (98-117 d.C.), a cui sopravvisse per quattro anni, custodito presso il Museo Nazionale romano a Palazzo Massimo, ritrae la donna con espressione sobria, ed un'acconciatura molto semplice, con i capelli raccolti sulla fronte e quindi uniti sulla nuca. Tale ritratto proviene dal Frigidarium delle terme di Nettuno ad Ostia ed è datato dal 112 al 121 d.C., anno della morte di Plotina. 

lunedì 5 dicembre 2022

Arti e architetture. Roma. La fontana del Mascherone

Roma. Fontana del Mascherone (foto Daniela Durissini)
La fontana del Mascherone, in via Giulia, a Roma, è stata realizzata dall'architetto Girolamo Rainaldi (1570-1655), su commissione della famiglia Farnese, il cui palazzo si trova nelle vicinanze. Per comporre la fontana è stato utilizzato un mascherone in marmo di epoca romana, dalla cui bocca sgorga l'acqua, accostato ad un supporto in pietra con due volute alla base e un architrave sormontato da un giglio in ferro, simbolo della famiglia Farnese.  
Roma. Fontana del Mascherone (foto Daniela Durissini)
Sotto al mascherone una conchiglia in marmo raccoglie l'acqua che ricade ulteriormente in una vasca sottostante. Si narra che in occasione delle feste date dalla famiglia dalla fontana sgorgasse vino anziché acqua. 

martedì 29 novembre 2022

Fotografare l'arte. Statua colossale di Costantino: testa

Roma. Musei Capitolini. Statua colossale di Costantino. testa (foto Daniela Durissini)
A Roma, nel cortile dei Musei Capitolini, sono conservati alcuni frammenti della statua colossale di Costantino, realizzata tra il 312 ed il 324 d.C. e ritrovata nel 1486 presso la Basilica di Massenzio. Tra questi pezzi il più importante è senza dubbio la testa, scolpita in marmo, mentre si ritiene che almeno parte del corpo fosse stata realizzata in bronzo dorato, su supporto di legno e mattoni e che per questo motivo sia andata perduta. L'intera struttura doveva misurare all'incirca 12 metri, dato che la sola testa misura 2,60m. In origine il capo doveva esser cinto da una corona in metallo.

giovedì 24 novembre 2022

Archeologia. Aquileia. Corredo di sacerdotessa

Aquileia. Museo Archeologico Nazionale. Corredo di sacerdotessa (I-II sec.d.C.)
Mosche d'oro con le ali chiuse (foto Daniela Durissini)
Nel 1885 fu rinvenuta nella necropoli di Beligna, ad Aquileia, un'urna ancora sigillata entro la quale fu ritrovato quello che, per le sue caratteristiche, si ritenne essere il corredo funerario di una sacerdotessa orientale (I-II sec. d.C.). Purtroppo non tutti gli oggetti rinvenuti entrarono a far parte della collezione oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale, che tuttavia conserva uno specchietto in argento decorato con l'incisione delle tre Grazie, 203 mosche d'oro con le ali chiuse che, probabilmente, dovevano essere cucite sulla veste della donna, due foglie d'edera in oro che con ogni probabilità erano destinate a decorare i sandali, ed un ciondolo cilindrico in oro, probabilmente un amuleto. 

domenica 20 novembre 2022

Fotografare l'arte. I volti di Aquileia romana

Aquileia. Museo Archeologico Nazionale. Volti (foto Daniela Durissini)

Aquileia. Museo Archeologico Nazionale. Volti
(foto Daniela Durissini)
Nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia sono conservati diversi volti scolpiti in pietra che ci riportano a coloro che popolavano la città in epoca romana. Con il riallestimento del Museo di qualche anno fa questi volti sono stati esposti in modo assai suggestivo, formando tra l'altro una sorta di galleria di quelle che erano le acconciature dell'epoca. Al di là delle diverse fisionomie si osservano espressioni corrucciate, sorprese, distese, serene, come si dovevano osservare camminando al tempo per strada. Ed è proprio in mezzo ad una strada romana che sembra di camminare salendo da un piano all'altro del Museo e passando accanto a queste teste che ci osservano da così tanto tempo. 

mercoledì 16 novembre 2022

Archeologia. Aquileia e l'ambra

Teche di specchio in ambra (I-II sec. d.C.)
Aquileia. Museo Archeologico Nazionale (foto Daniela Durissini)
Già in epoca preistorica l'ambra, prezioso materiale proveniente dalle regioni baltiche, veniva commercializzato verso il Mediterraneo lungo la cosiddetta via dell'ambra, che attraverso un percorso complesso, mutevole nel tempo e con diverse diramazioni, trovava uno dei suoi punti terminali nella parte orientale della pianura Padana. In epoca romana la città di Aquileia fu uno dei maggiori centri di lavorazione e commercializzazione di questo materiale, una resina fossile, molto ricercato per la realizzazione di gioielli e piccoli oggetti. Lo testimoniano i numerosi ritrovamenti, avvenuti nel corso degli scavi archeologici, che comprendono anche pezzi di materiale grezzo e residui di lavorazione. La maggior parte degli oggetti rinvenuti risalgono al periodo compreso tra la metà del I sec. d.C. ed il II sec. d.C. e consistono appunto in gioielli e piccole sculture che, data la credenza popolare che attribuiva all'ambra proprietà magiche e protettive, venivano regalati come portafortuna e venivano custoditi per curare alcune malattie e per allontanare il malocchio. Tra queste preziose lavorazioni spiccano alcuni specchi di piccole dimensioni, realizzati in argento ed inseriti appunto su un supporto d'ambra lavorato finemente e raffigurante scene tratte dalla mitologia ed amate dal pubblico femminile, al quale tali oggetti erano destinati, come quella, raffinatissima, di Amore e Psiche o quella che vede una Nereide cavalcare un ippocampo.

sabato 12 novembre 2022

Fotografare l'arte. Rilievo con scena di Iniziazione dionisiaca

Roma. Musei Capitolini. Rilievo con scena di iniziazione dionisiaca
(foto Daniela Durissini)
Rilievo con scena di iniziazione dionisiaca realizzato in marmo pentelico* ritrovato nel 1876 a Roma, nelle vicinanze dell'Auditorium, presso gli horti di Mecenate. Si tratta della copia di un originale ellenistico del II sec. a.C..  (Roma, Musei Capitolini)
* Il marmo pentelico è un marmo bianco a grana fine, che può assumere varie tonalità dal giallo al verde, estratto in Grecia, a nord di Atene, alle pendici del monte Pentelico. 

mercoledì 9 novembre 2022

Archeologia. Aquileia. L'officina del fabbro

Aquileia. Museo Archeologico Nazionale
Rilievo dell'officina del fabbro (foto Daniela Durissini)
Nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, è esposto un rilievo molto interessante che raffigura la bottega del fabbro e risale al periodo compreso tra il I ed II secolo d.C. Scolpito in pietra calcarea, è stato ritrovato in località Beligna, lungo la strada che da Aquileia porta verso Grado. L'immagine che la pietra restituisce è quella di un intenso lavoro entro l'officina. Sulla sinistra si nota la fusione del ferro, alla quale segue la forgiatura e, sull'estrema destra, si vedono gli strumenti del mestiere. La stele del fabbro è parte di un monumento funerario.

domenica 6 novembre 2022

Fotografare l'arte. Affresco di soffitto romano

Rovereto. Museo civico. Frammenti di pittura su soffitto (Villa di Isera, sec. I d.C.)
(foto Daniela Durissini)
Alcuni frammenti di affresco di epoca romana rinvenuti nel corso degli scavi della villa di Isera, dimostrano la raffinata tecnica raggiunta dagli artisti dell'epoca (I sec. d.C.). L'affresco veniva eseguito da artigiani specializzati: il pictor parietarius ed il pictor imaginarius. Il primo realizzava gli schemi che il secondo completava con i soggetti figurati. I pittori spesso tracciavano un disegno con l'ocra rossa, per eliminare il più possibile le incertezze della realizzazione definitiva. Si aiutavano altresì con piccoli strumenti come il compasso, lo stilo, la riga e le cordicelle, soprattutto quando dovevano realizzare disegni geometrici, come questo. 

giovedì 3 novembre 2022

Archeologia. Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. Mosaico dei pesci

Aquileia. Museo Archeologico Nazionale. Mosaico dei pesci (I sec. d.C.)
(foto Daniela Durissini)
Il bellissimo e realistico mosaico dei pesci (I sec. d.C.), in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, ricorda un uso piuttosto comune presso le abitazioni aristocratiche romane, che voleva la presenza di una vasca destinata ai pesci nel locale dove si svolgevano i banchetti. In tal modo i commensali potevano scegliere il pesce che gradivano maggiormente e che i cuochi cucinavano sul momento oppure venivano consumati immediatamente, come testimonia Seneca: "I pesci nuotano all'interno dei letti tricliniari e si possono catturare addirittura sotto le tavole per imbandirli subito sulla tavola stessa: poco fresca sembra la triglia  se non muore in mano al commensale". 
Il mosaico è estremamente interessante poiché raffigura dei pesci che sono tipici dell'Adriatico settentrionale. In alto si nota un esemplare di proporzioni medie nell'atto di ingoiarne uno più piccolo, nel mezzo una seppia, un calamaro ed alcune telline. 
Il mosaico in questione, realizzato in tassellato lapideo, proviene da una domus dei quartieri settentrionali, detta di Licurgo e Ambrosia.

domenica 30 ottobre 2022

Archeologia. Specchi romani

Aquileia. Museo Archeologico Nazionale. Specchio di epoca romana
(foto Daniela Durissini)
Nel periodo romano gli specchi erano realizzati in bronzo, piombo, argento e, talvolta, in oro. Una delle facce veniva rifinita al tornio in modo che costituisse una superficie estremamente riflettente. Gli specchi rettangolari, in genere, non avevano supporto, mentre quelli rotondi erano dotati di manici costruiti separatamente allo specchio e, in genere, di materiale diverso. Solo a partire dal III sec. d.C, fu impiegato il vetro soffiato, applicato però soltanto su piccole superfici, spesso di piombo. Gli specchi esposti al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia risalgono al periodo compreso tra il I ed il IV sec. d.C.