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venerdì 31 agosto 2018

Pensieri d'autore. Charles Baudelaire

Canale di Beagle, dove volano gli albatri (foto Daniela Durissini)


Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.
 


À peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d’eux.
 


Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule,
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait!


Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher.
 





Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
indolenti compagni di viaggi delle navi
in lieve corsa sugli abissi amari.

L'hanno appena posato sulla tolda
e già il re dell'azzurro, maldestro e vergognoso, 
pietosamente accanto a sé strascina
come fossero remi le grandi ali bianche.

Com'è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!
E comico e brutto, lui prima così bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi imita, zoppicando, lo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nubi
che sta con l'uragano e ride degli arcieri;
esule in terra fra gli scherni, impediscono
che cammini le sua ali di gigante.





Charles Baudelaire, L'Albatros, da I fiori del male, 1857
trad. it di Giovanni Raboni per Mondadori, 
Charles Baudelaire, Opere, I Meridiani,  Milano, 2012


Il 31 agosto del 1867 muore a Parigi, all'età di 46 anni, il grande poeta Charles Baudelaire.






giovedì 30 agosto 2018

Agatha Christie. Viaggiare è il mio peccato



Un blog che tratta di viaggi e culture e che ha un occhio particolare per il Medio Oriente non può ignorare questo bel libro di Agatha Christie, che descrive i numerosi viaggi a seguito del marito Max Mallowan, noto archeologo, nel corso delle campagne di scavo sui Tell siriani al confine con l'Iraq. 
Agatha Miller, divorziata dal primo marito, il britannico Archibal Christie, colonnello della Royal Flying Corps, di cui mantenne il cognome, aveva incontrato Max Mallowan, di quattordici anni più giovane, sugli scavi di Ur, dove, impenitente viaggiatrice, si era recata da sola. Dopo una corte serrata Max, ammirato dall'intelligenza, dalla positività del carattere di Agatha e dal suo spirito di adattamento, ottenne l'assenso al matrimonio e, all'età di quarant'anni lei, ormai nota scrittrice, divenne lady Mallowan. Era il 1930.
Attirata dalla vita avventurosa che le veniva offerta dalle numerose campagne di scavo che il marito conduceva in Medio Oriente Agatha decise di seguirlo, adattandosi a tutte le situazioni, anche le più severe ed imprevedibili, e suscitando l'ammirazione dei collaboratori dell'archeologo. La sua presenza, inoltre, rendeva lo stesso abitare in quelle zone disagiate un po' più normale e comodo anche per gli altri membri della spedizione. Max ed Agatha si fecero addirittura costruire una casa a Chagar Bazar, dove scavarono per qualche anno e lì riuscirono a ricreare un po' dell'ambiente inglese ed a concedersi qualche piccolo comfort. Lei, seguita dalla sua fedele macchina da scrivere, continuò ad inventare le storie che l'avevano resa celebre, e Poirot continuò a vivere, per la soddisfazione dei suoi, ormai numerosissimi, fans. 
In questo piccolo libro, per lei inconsueto, tradotto purtroppo piuttosto male, Agatha Christie racconta nel dettaglio la vita in Siria, le difficoltà quotidiane, i successi negli scavi e, con grande ironia, gli episodi più significativi di una vita che metteva i membri della spedizione archeologica continuamente a confronto con le popolazioni locali.
Il periodo in cui si svolge il racconto, scritto, tra l'altro, parecchi anni più tardi, per soddisfare la curiosità dei numerosi amici e conoscenti che le chiedevano continuamente di quell'esperienza, è quello compreso tra gli scavi a Chagar Bazar e quelli, molto proficui, a Tell Brak, per i quali Max Mallowan divenne molto noto, non solo nell'ambiente scientifico. Gli scavi, finanziati inizialmente dall'Istituto di Archeologia dell'Università di Londra, sono continuati poi per molto tempo, in successive campagne, fino al 2011. 
Il libro affascina per molti motivi, da un lato, certamente, per la narrazione in sé, dei viaggi, dall'altro per la sorprendente capacità dei coniugi Mallowan e, un po' meno, dei loro collaboratori inglesi, di ricreare anche in quei luoghi così difficili da vivere, per un occidentale, una sorta di "isola" inglese, con i domestici, il tè, che si sforzano di far servire correttamente, le golosità, che acquistano ad Aleppo e trasportano oltre Deir.er-Zour, i piccoli ricevimenti e le discussioni serali. 
Un racconto da non perdere. 


⇒(click) Il Libro: Agatha Christie, Viaggiare è il mio peccato (I Ed. William Collins, Sons 1946; Mondadori, Milano, 2014)

lunedì 27 agosto 2018

Pensieri d'autore. Cesare Pavese

Sul Carso in agosto (foto Daniela Durissini)


C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.


Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.


Ascolti.
Le parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.




Cesare Pavese Estate da Lavorare stanca (1936-1943) 

Lavorare stanca rappresenta il libro d'esordio di Cesare Pavese, pubblicato per le edizioni Solaria nel 1936, a 28 anni. La raccolta di poesie, ripresa ed incrementata con altre liriche venne ripubblicata da Einaudi nel 1943. 
Pavese moriva a Torino il 27 agosto del 1950. Aveva 41 anni. Scrittore, poeta e critico letterario, è uno degli intellettuali più importanti del Novecento. 


⇒(click) Il libro Cesare Pavese, Lavorare stanca


venerdì 24 agosto 2018

Pensieri d'autore. Jorge Luis Borges

Argentina. Ghiacciaio Perito Moreno (foto Daniela Durissini)


Ho commesso il peggiore dei peccati 
che un uomo possa commettere. Non sono stato 
felice. Che i ghiacciai dell'oblio 
possano travolgermi e disperdermi, senza pietà. 
I miei mi generarono per il gioco 
rischioso e stupendo della vita, 
per la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco. 
Li frodai. Non fui felice. Realizzata 
non fu la giovane loro volontà. La mia mente 
si applicò alle simmetriche ostinatezze 
dell'arte che intreccia inezie. 
Ereditai valore. Non fui valoroso. 
Non mi abbandona, mi sta sempre a lato 
l'ombra d'essere stato un disgraziato.

Jorge Luis Borges "Il rimorso" (tratto da La moneta di ferro, 1976,  Milano, Adelphi, 2008)



Jorge Luis Borges, (Buenos Aires i24 agosto 1899 - Ginevra 14 giugno 1986) è stato uno scrittore, poeta e saggista argentino, ritenuto uno dei più autorevoli autori del XX secolo. 



giovedì 23 agosto 2018

Fotografare l'architettura. Il castello di Duino

Il castello di Duino, arroccato su una rupe che si affaccia sul
Golfo di Trieste


Castello di Duino (foto Daniela Durissini) 

Pensieri d'autore. Edgard Lee Masters

Golfo di Trieste (foto Daniela Durissini)

George Gray

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito: 
una barca con le vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì ma io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio
una barca che anela al mare eppure lo teme.



Edgard Lee Masters, Antologia di Spoon River

Il 23 agosto del 1868 nasceva a Garnett, nel Kansas, Edgard Lee Masters, scrittore, poeta e avvocato. Pubblicò nel 1916, in volume, la raccolta delle sue poesie, già uscite sul Reddy's Mirror di St. Louis nei due anni precedenti. In italia la sua opera fu scoperta da Cesare Pavese nel 1930 e fu tradotta da Fernanda Pivano e pubblicata da Einaudi nel 1943. 
Le poesie, strutturate in forma di epitaffio, sono ispirate alla vita dei defunti che riposano nel cimitero dell'immaginario paese di Spoon River e, tutte insieme, restituiscono un'immagine verosimile e disincantata della società e della vita in un qualsiasi paese americano dell'epoca. 
Una delle fonti a cui si rivolse l'autore per comporre la sua opera fu l'Antologia palatina, raccolta di epigrammi ed epitaffi greci (I sec. a.C. - IX sec. d.C.).



mercoledì 22 agosto 2018

I fiumi profondi di Arguedas /J.M. Arguedas, Los rios profundos

Parco Nazionale Torri del Paine
Cile. Parco Nazionale Torri del Paine. Salto grande (foto Daniela Durissini)

José Maria Arguedas è stato uno scrittore ed antropologo peruviano. Nato ad Andahuaylas nel 1911, morì suicida a Lima nel 1969, travolto dal pessimismo che ormai nutriva per la situazione della cultura nel suo paese.
Uno dei suoi romanzi migliori è senz'altro Los rios profundos, del 1958 (tradotto in italiano per Einaudi da U. Bonetti e pubblicato nei Tascabili nel 1997).
L'opera, in parte autobiografica, racconta del giovane Ernesto, rimasto orfano da piccolissimo, costretto a seguire un padre avvocato, distratto, nelle continue peregrinazioni da una località all'altra del paese. Non riuscendo a trovare un punto valido di riferimento nella figura paterna Ernesto si lega ai domestici indios, dai quali apprende le lingua quechua, imparando ad amarne la cultura millenaria che, in tutte le sue manifestazioni, dalle credenze, alla musica, alla poesia, lo aiuterà a superare il lungo periodo di internato in un collegio gestito da religiosi.  
Attraverso gli occhi di questo ragazzino Arguedas racconta la complessa e confliggente realtà degli indios peruviani, a contatto con una società che li ha confinati ai margini e che non comprende la loro preziosa eredità culturale. E mentre Ernesto si rifugia proprio in quella cultura il lettore viene trasportato in un mondo magico, in cui l'acqua dei fiumi profondi ed impetuosi che danno il nome al romanzo ha un potere catartico e rappresenta il tramite tra la realtà e ciò che l'uomo riesce soltanto a percepire e che è parte integrante della natura, della quale egli rappresenta uno degli aspetti ed alla quale è sempre soggetto.
Anche la musica riveste una funzione analoga ed ha il potere di trasportare con sé lontano i pensieri, valicando la cordigliera andina, e qualsiasi ostacolo che l'uomo non può superare. 
Il libro è magnifico e, più che un racconto, è un insieme di sensazioni forti, spesso rese nella lingua quechua, che influenzò molto soprattutto le prime opere di Arguedas. La lettura in lingua originale regala un'esperienza straordinaria che, proprio perché qui è così importante il legame con la cultura degli indios peruviani, nessuna traduzione, seppur ottima, potrà restituire. 


Il libro è reperibile anche in versione ebook su Amazon