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venerdì 17 novembre 2017

Tenerife. Sull'oceano. Los Abrigos


Tenerife. Los Abrigos (foto Daniela Durissini)
Oggi giornata di riposo, in vista del trasferimento di domani a La Laguna e della partenza di domenica per l'Italia. 
Così ci siamo mossi a piedi lungo la spiaggia e, attraversatala, abbiamo raggiunto il paese di Los Abrigos, un borgo di pescatori, al quale l'odierna urbanizzazione non è riuscita a togliere l'antico fascino. 

Tenerife. Porticciolo di Los Abrigos (foto Daniela Durissini)
Attorno al porticciolo, dove ormeggiano ancora le piccole barche  che prendono il mare tutti i giorni rifornendo, in parte, i ristoranti del paese, i vicoli in salita, con i gradini segnati di giallo, si inoltrano in un edificato antico, dove le case sono addossate le une alla altre, svoltano improvvisi, contro un muro, dipinto di  bianco, o sbucano in piccoli spazi  occupati da enormi ficus. 

Tenerife. Los Abrigos (foto Daniela Durissini)
Nei primi anni del secolo XVI, dopo la colonizzazione, il porto era uno dei più utilizzati dell'isola. Vi si fermò anche la flotta di Ferdinando Magellano, durante il primo viaggio verso le Americhe, nel 1519. 
Seguendo il più possibile la riva del mare si cammina alti sui roccioni sui quali battono le onde, con un rumore costante. Il vento non manca mai e, al largo, le barche a vela passano veloci sull'orizzonte inondato di sole. 

Tenerife. Los Abrigos (foto Daniela Durissini)
Si arriva infine ad uno spiazzo attrezzato con panchine ed installazioni che richiamano l'idea del vento, che qui è il vero protagonista. 

Tenerife. Los Abrigos (foto Daniela Durissini)
Scendendo una lunga scalinata si arriva alle spiagge e, poco più avanti, alle piscine naturali, dove è possibile immergersi senza venir travolti dalle onde. 
Sullo sfondo la Montagna Roja, riserva naturale, caratterizzata dal cratere semi sommerso, eroso dall'azione del mare, e dalla presenza di una ricca avifauna.

Tenerife. Los Abrigos. Sullo sfondo la Montagna roja (foto Daniela Durissini)
Vicino al paese di Los Abrigos vi è la riserva naturale di San Blas che di naturale ha davvero poco, circondata com'è da costruzioni recenti. L'impressione è che ormai qui a Tenerife, si stia sacrificando gran parte dell'ambiente naturale alle esigenze di un turismo di massa che per il momento porta soldi e fa girare l'ecomomia ma che, alla lunga, finirà con l'impoverire un luogo straordinario.


......alle puntate successive

giovedì 16 novembre 2017

Tenerife. Il paesaggio lunare e l'antico cammino di Chasna


Tenerife. Paesaggio lunare (foto Daniela Durissini)
Oggi doveva essere il nostro giorno di riposo ma, vedendo i soggetti attorno alla piscina dell'albergo, abbiamo pensato di fare "due passi". Noi iniziamo spesso così, con l'idea che arriviamo dove ci sentiamo di arrivare, anche se, l'abitudine alla montagna e la curiosità, ci spingono a proseguire sempre fino "alla curva successiva". Siamo tornati a Vilaflor, con l'idea di camminare un po' lungo l'antico cammino di Chasna, di cui un tempo si servivano i locali per attraversare l'isola. Si tratta di un percorso lunghissimo ed affascinante che oggi si può fare a tappe, ed è segnalato e piuttosto ben tenuto.

Tenerife.  Cammino di Chasna. Targa dedicatoria (foto Daniela Durissini)
Il parcheggio in cima al paese, dove hanno messo anche una parete di arrampicata, a sottolineare il carattere montano di Vilaflor, è sempre pieno ed occorre arrivare in tempo per assicurarsi un posto, anche perché non ci sono, al momento, tante altre alternative. Le strade dell'abitato sono strette ed a malapena praticabili dalle auto. 
Dalla piazza, dov'è posta la tabella del sentiero, si scende verso il barranco a lato del paese e si imbocca infine il Cammino di Chasna. I segnavia sono abbondanti e precisi e non ci si può sbagliare.

Tenerife. Cammino di Chasna. Segnavia (foto Daniela Durissini)
Si scende sul fondo del barranco e si risale dalla parte opposta dove un cartello avverte che il sentiero è percorribile solo a piedi.

Tenerife. Cammino di Chasna (foto Daniela Durissini)
Occorre preparasi a camminare per 6,4 chilometri all'andata e per altrettanti al ritorno, ed a salire (e scendere) per 777 metri di dislivello, sotto un sole implacabile, poiché, anche se ci trova nella zona della cosiddetta "Corona forestal", i pini canari qui non crescono troppo fitti e non si è mai veramente all'ombra.

Tenerife. Cammino di Chasna (foto Daniela Durissini)
Solo il vento, a tratti, dà un po' di sollievo. Tuttavia, ricalcando un percorso antico, il sentiero è, a tratti, lavorato, e non presenta mai una pendenza eccessiva. Si procede di fatto in un ambiente fantastico, i pini, scaldati dal sole, profumano l'aria, già di suo purissima, le montagne intorno presentano una varietà incredibile di forme e di colori.

Tenerife. Montagne sopra Vilaflor (foto Daniela Durissini)
Insomma, senza nemmeno accorgerci, siamo arrivati al primo "assaggio" del paesaggio lunare, ma abbiamo dovuto camminare ancora a lungo per giungere alla fine del percorso.

Tenerife. Paesaggio lunare (foto Daniela Durissini)
Una ripida discesa ci ha condotti alle piazzole dalle quali si osservano le fantastiche guglie bianche formate dalla "espumita", un materiale vulcanico molto tenero  soggetto più di altri all'azione degli agenti atmosferici.

Tenerife. Paesaggio lunare (foto Daniela Durissini)
Da lì si risale l'erto pendio e si torna indietro. Lungo la via abbiamo fotografato il famoso mare di nubi del Teide, fenomeno quasi quotidiano che si forma alla base del vulcano per la differenza di temperatura della costa, soggetta all'influenza dell'oceano, e della montagna.

Tenerife. Mare di nubi (foto Daniela Durissini)
Arrivati a Vilaflor (l'ultimo tratto è in decisa salita),  ci siamo fermati a mangiare una  fetta di, meritatissima, torta, al bar ristorante Fuente Hermano Pedro, posto sulla piazza del paese. Lì  ci si trova, come piace a noi, tra persone che hanno camminato, scambiandosi opinioni sul percorso del giorno, dato che, dall'abitato, partono diversi sentieri. Siamo nel Parque Natural de la Corona Forestal, che confina con il Parco Nazionale del Teide, ma le auto dirette al grande pianoro di Ucanca passano al di fuori del paese, lasciando il piccolo centro nella più assoluta tranquillità.
La nostra impressione di oggi è che il percorso meriti per la sua valenza storica e per i paesaggi fantastici ed incontaminati che si incontrano lungo la via, al di là dei pur splendidi picchi del paesaggio lunare.

Tenerife. Un piccolo abitante del paesaggio lunare (foto Daniela Durissini)


......alle puntate successive

⇒Filmato dell'escursione al Paesaggio lunare




mercoledì 15 novembre 2017

Tenerife. Da Garachico a Vilaflor

Tenerife. Garachico (foto Daniela Durissini)
La destinazione di oggi è stata Garachico, un piccolo paese sulla costa settentrionale dell'isola. Per raggiungerlo da Los Abrigos abbiamo percorso per un buon tratto l'autostrada sud e quindi la strada che, da Santiago del Teide, punto di partenza per il Barranco di Masca, sale dapprima fino al passo di Erjos del Tanque, a 1170 metri sul livello del mare, per poi scendere a El Tanque. Imboccando una strada tutta curve e veramente stretta si scende poi a precipizio fino al porticciolo di Garachico, dove si parcheggia. In cima al molo la prima attrazione: l'opera recente di un artista locale che richiama l'antica porta di terra dell'abitato. Sì perché qui ci si trova in un luogo pieno di storia, un tempo capitale dell'isola.  


Tenerife. Garachico. Antuca pianta dell'abitato (foto Daniela Durissini)
Camminando lungo la riva del mare si arriva al castello di San Miguel, fatto costruire da Filippo II proprio per difendere il porto e, di conseguenza, l'abitato. 


Tenerife. Garachico. Castello di San Miguel (foto Daniela Durissini)
Vicino al castello si possono osservare le piscine naturali che consentono di immergersi al riparo dalle onde dell'oceano. In  questo periodo l'accesso alle vasche è vietato, per lavori di sistemazione dei tracciati che vi conducono. Poco male, il tempo non proprio soleggiato ed il vento non avrebbero consentito comunque di fare il bagno.


Tenerife. Garachico. Piscine naturali (foto Daniela Durissini)
Dirigendosi verso l'interno dell'abitato si giunge alla bella chiesa di Santa Ana, costruita su un terreno donato da Cristobal de Ponte, intraprendente genovese, fondatore della cittadina, nel 1520. 


Tenerife. Garachico. Chiesa di Santa Ana (foto Daniela Durissini)
La chiesa porta il nome della moglie del generoso donatore. I lavori per la  costruzione dell'edificio durarono molti anni e, in parte, superarono il secolo, tant'è vero che, nel 1578 il vescovo Cristobal Vela fece in tempo ad apportare notevoli modifiche al progetto iniziale.


Tenerife. Garachico. Chiesa di Santa Ana. Portale principale (foto Daniela Durissini)
Di particolare interesse il portale principale, eseguito da due maestri, a cavallo dei secoli XVI e XVII, che mostra elementi platereschi, rinascimentali, tardo gotici e, nei capitelli dei due pilastri, un ordine  composito, vero arcaismo di stile manuelino portoghese. 
La chiesa fu quasi interamente distrutta dall'incendio dovuto all'eruzione che la coinvolse nel 1706, ma fu ricostruita tra il 1714 ed il 1721.
Interessante la salita alla torre campanaria; anche se non si arriva proprio in cima il panorama è comunque notevole.


Tenerife. Garachico. Chiesa di Nostra Signora degli Angeli (foto Daniela Durissini)
Dalla  chiesa si va alla piazza principale, dove affacciano la chiesa di Nostra Signora degli Angeli e l'ex convento francescano, che oggi ospita la biblioteca pubblica, e che si può visitare, scoprendo affascinanti cortili ed un interessante ed utilissimo schema dell'eruzione del 1706 del vulcano Trevejo, che fece decadere l'allora fiorente cittadina.


Tenerife. Garachico. Pavimento del cortile del convento francescano (foto Daniela Durissini)
Su una strada laterale affaccia invece il bel palazzo dei conti de Gomera, oggi sede dell'università. Anch'esso, danneggiato dall'eruzione, venne ricostruito.
Infine la Porta di terra, che un tempo consentiva l'accesso controllato alla cittadina  sia delle persone che delle merci. Intorno alla porta è stato realizzato un giardino in cui sono ospitati  sia il monumento dedicato a Cristobal de Ponte  sia il busto  realizzato nel 1991, del poeta Rafael Alberti che  in quell'anno visitò la località. 


Tenerife. Guarachico. Porta di terra (foto Daniela Durissini)
Discosta dal centro la chiesa di San Rocco.
Lasciata Garachico, siamo tornati fino a Santiago del Teide e, poco oltre, abbiamo imboccato la magnifica strada  che da Los Gigantes, conduce alle falde del Teide, molto più bella e panoramica di quella che sale da Vilaflor, perché attraversa, su terreno aperto, le grandi colate laviche del vulcano. Siamo scesi quindi verso Vilaflor, dove ci siamo fermati a visitare il centro storico. 


Tenerife. Vilaflor. Chiesa di San Pietro (foto Daniela Durissini)
Una giornta, quella di oggi, davvero piena di sorprese. 


......alle prossime puntate



martedì 14 novembre 2017

Tenerife. Dove la vita è un miracolo


Tenerife. Sentiero La Fortaleza (foto Daniela Durissini)

Il parco del Teide attrae, nonostante l'affollamento e tutti i problemi che questo comporta, così oggi abbiamo deciso di concederci ancora una giornata sopra i 2000 metri, per effettuare un'escursione che ci sembrava, ed in effetti lo è stata, particolarmente interessante. Abbiamo risalito la lunga strada a svolte che guadagna il pianoro di Ucanca passando per Vilaflor e fermandoci al belvedere del Pino Gordo. Un esemplare eccezionale di pino canario, proprio accanto alla strada, attrae turisti, venditori di ninnoli e....un "nativo", il quale, abbigliato  come gli antichi abitanti dell'isola, si fa fotografare, per 1 euro, mentre salta con la pertica o suona una conchiglia. La sua non deve essere una cattiva idea, anche se probabilmente non sarebbe piaciuta ai veri nativi, dato che le persone fanno la fila per farsi ritrarre con lui. 

Tenerife. Minas de San José 
Arrivati al pianoro, abbiamo superato il sempre affollatissimo parcheggio della funivia e ci siamo fermati alle Minas de San José, con un vento tanto forte e freddo che abbiamo indossato il piumino. Il posto è fantastico, con il terreno dai mille colori e le rocce scurissime che spuntano qua e là. 

Tenerife. Minas de San José (foto Daniela Durissini)
La sosta però è durata poco perché il nostro obiettivo era El Portillio dove, con qualche difficoltà, abbiamo lasciato l'auto. Dal Centro visite parte il sentiero n. 1 per La Fortaleza, l'unico pezzo ancora visibile dell'antichissima caldera colassata 170000 anni fa, alla quale si deve la formazione dell'intera isola. Ma ciò che si vede durante il percorso non è certo meno interessante. 

Tenerife. Sentiero La Fortaleza (foto Daniela Durissini)
Superato il limite del bosco di pini canari, si cammina tra le rocce vulcaniche in mezzo alle quali si fa strada una vegetazione che si è adattata all'ambiente arido ed al clima assolutamente sfavorevole. 

Tenerife. Sentiero La Fortaleza (foto Daniela Durissini)
Le piante nascono e si sviluppano dove sembrerebbe impossibile, testimoniando di quanto la vita possa essere caparbia e resistente. Alcune di queste piante escono dalle fessure delle rocce, dove si forma e   viene trattenuta l'umidità. 


Tenerife. Sentiero La Fortaleza (foto Daniela Durissini)
Il sentiero è  piuttosto lungo (tra andata e ritorno si percorre una decina di chilometri) ma non ha molto dislivello. In lontananza appare l'osservatorio astronomico del Teide. Il cielo qui è uno dei più limpidi al mondo.


Tenerife. Osservatorio del Teide dal sentiero La Fortaleza (foto Daniela Durissini)
Quando si arriva al limite del pianoro che costituisce la base del vulcano, ci si trova davanti la Fortaleza e, ai suoi piedi una vasta pianura di colore giallo, contrastante con le rocce rossastre dell'antica caldera. 


Tenerife. La Fortaleza con un pino canario (foto Daniela Durissini)

Queste pianure costituivano un tempo facili vie di transito per i primi abitanti dell'isola, i quali, nel periodo favorevole, vi portavano le greggi al pascolo. Così le piante,  coraggiosamente cresciute tra le rocce, riuscivano anche a nutrire gli animali e, di conseguenza, l'uomo. Il sentiero ha termine in fondo alla Fortaleza e si torna per la stessa via. 


Tenerife. La Fortaleza (foto Daniela Durissini)
Un'esperienza senz'altro consigliabile durante la quale, oltrettutto, si è quasi completamente soli, il  che, da queste parti, è davvero raro. 

Tenerife. Sul sentiero La Fortaleza (foto Daniela Durissini)

.....alle puntate successive



lunedì 13 novembre 2017

Tenerife. Parco Nazionale del Teide. Roques de Garcia


Tenerife.Il Teide e le Roques de Garcia (foto Daniela Durissini)
Quando si programna un viaggio, per quanto ci si documenti, c'è sempre qualcosa  che, arrivati sul posto, è molto diverso da come lo avevamo immaginato, ed è giusto che sia così, altrimenti non avrebbe senso viaggiare. 
Oggi abbiamo sperimentato uno di quei momenti in cui ci si domanda: "Che cosa sono venuto a fare qui?", domanda accompagnata in genere da un lieve senso di sconforto che ti fa ricapitolare tutte le cose giuste e soddisfacenti che hai fatto durante il viaggio, fino a quel momento. E la domanda fatale ce la siamo posta quando, avendo deciso di salire con la funivia del Teide, ci siamo trovati in una sorta di girone infernale, in un parcheggio stra pieno, con auto in attesa che si liberasse un posto, gente che bivaccava qua e là, con aria annoiata, corriere che impedivano il passaggio. Siamo riusciti a trovare un posto per la macchina e siamo saliti a piedi alla stazione inferiore della funivia. Sorpresa: non c'era praticamente fila alle casse ma.....seconda sorpresa: per un posto libero per la salita e, soprattutto  per la permanenza alla stazione superiore occorreva attendere due ore.

Tenerife. Il Teide (foto Daniela Durissini)
Ecco spiegati i bivacchi delle persone, anche perché, da lì non si va da nessuna parte, non si può fare, ad esempio, una camminata, nell'attesa e, se si lascia il parcheggio faticosamente guadagnato non si è affatto sicuri di trovarne un altro. Si può prenotare la salita online ma, dovendo indicare un'ora precisa, il problema del parcheggio affollato rimane comunque e, in questo caso, occorre calcolare il tempo per essere sicuri di arrivare puntuali. Ci siamo guardati un attimo e, in pieno accordo,  abbiamo rinunciato.  In effetti da casa avevamo tentato di ottenere il permesso per salire fino ai 3718 metri della cima, poco più di 150 metri di dislivello dalla stazione superiore ma, per difendere il delicato equilibrio naturale della vetta, i permessi  gratuiti  vengono distribuiti con il contagocce e, ad ottobre  quelli del mese di novembre erano tutti esauriti; una difesa più  che giusta e legittima, s'intende, ma allora si dovrebbe difendere anche l'ambiente sottostante, chiudendo alle auto private all'altezza dei centri visita e facendo funzionare un efficace servizio di navette, già esistente, peraltro, con partenza dal Parador delle Roques de Garcia,  ma troppo poco pubblicizzato.

Tenerife. Roques de Garcia (foto Daniela Durissini)
A quel punto siamo tornati indietro fino al parcheggio (anche questo stracolmo), delle Roques de Garcia. Qui bus e auto si parcheggiano assieme e  per nostra fortuna, un bus se n'è andato mentre arrivavamo.

Tenerife. Roques de Garcia (foto Daniela Durissini)
Le Roques sono delle particolari formazioni laviche, molto resistenti agli agenti atmosferici ed alla corrosione e per questo sopravvissute al materiale più facilmente attaccabile da questi fattori. Nel corso del tempo si sono formate delle guglie dai colori fantastici e dalle forme bizzarre, una delle quali è stata a suo tempo riprodotta sulla carta moneta da 1000 pesetas.

Tenerife. Roques de Garcia. Tabella esplicativa (foto Daniela Durissini)
Abbiamo imboccato il sentiero N. 3, che gira attorno a queste formazioni, nel senso contrario a quello suggerito ed abbiamo completato l'anello. La cosa bella di questo percorso è che la maggior parte della gente si ferma all'inizio  a fare le foto di rito e, non sono molti coloro  che proseguono, cosicché ci si trova, a tratti, soli.

Tenrife. Roques de Garcia. Zona di ripopolamento delle piante autoctone (foto Daniela Durissini)
E se la parte più nota è davvero spettacolare, il fascino maggiore si trova proprio nella parte superiore del percorso, quando, aggirate le rocce, si scende per un sentierino ripido, verso la piana di Ucanca, dove troneggia una formazione possente, nota  come "la cattedrale", mentre poco più in là si nota il fronte della colata lavica del Teide.

Tenerife. Piana di Ucanca. La cattedrale (foto Daniela Durissini)
Per tornare al parcheggio, a questo punto, bisogna salire lungo una traccia scoscesa, che ci consente ancora di soffermarci davanti a panorami incredibili.

Tenerife. Piana di Ucanca. Colata lavica del Teide (foto Daniela Durissini)
Insomma, alla fine, anche oggi è stata una splendida giornata.


...,,alle prossime puntate


⇒(clik)Filmato dell'escursione alle Roques de Garcia


domenica 12 novembre 2017

Tenerife. Da Santa Cruz a San Miguel de Abona

Tenerife. Il Teide (foto Daniela Durissini)
Oggi, con le strade del centro di Santa Cruz tutte chiuse per la maratona, siamo partiti dall'albergo, al limite dell'area interdetta, finalmente con scarso traffico. Del resto ormai conosciamo la strada ed anche l'autopista risulta più abbordabile. Tra le varie strade che conducono al Teide abbiamo deciso di percorrere quella che sale da La Orotava, consigliata da più parti per i panorami che si godono dai vari miradores lungo la via. In effetti le aspettative non sono state tradite. La strada, che si inerpica dal mare fino ad oltre i 2000 metri di quota, consente di apprezzare la costa di Puerto de la Cruz e la valle di Orotava, e corre, fin quasi all'ingresso nel Parco Nazionale del Teide, in una zona boscata. Tra le diverse essenze spicca qui la presenza del pino delle Canarie, pianta endemica ed antichissima, resistente ai venti che soffiano impetuosi sull'isola, ed adattatasi al suolo vulcanico. Il legno del pino, assai resistente al fuoco, viene usato nella fabbricazione dei tetti e per la realizzazione di pavimenti, estremamente duraturi nel tempo.

Tenerife. Margherita di pietra con  rami di pino canario (foto Daniela Durissini)
Una prima sosta consente di ammirare il panorama verso la vallata ed il mare, mentre poco dopo, ci si ferma nuovamente per osservare una formazione lavica molto interessante, la margherita di pietra, risultato di un processo particolare di solidificazione della lava, illustrato da una tabella esplicativa. 


Tenerife. Panorama verso la valle di Orotava (foto Daniela Durissini)
La strada nel complesso non è troppo lunga ma si va piuttosto piano sia per ammirare i panorami sia per il traffico in senso contrario al quale occorre prestare attenzione. Ad un tratto il bosco ha termine e ci si trova a El Portillo. 

Tenerife. El Portillo. Centro visite (foto Daniela Durissini)
Dapprima, all'incrocio della strada che sale da La Laguna, c'è un ristorante con vendita di souvenir e di prodotti canari, poi, poco più avanti, la casa del parco. Qui forniscono una mappa dettagliata dei sentieri (tutti segnalati e ben percorribili), e si può visitare la piccola mostra che introduce al parco, 

Tenerife. Centro visite El Portillio (foto Daniela Durissini)
nonché il giardino botanico che, raccogliendo le piante, molte delle quali endemiche, che crescono sul suolo vulcanico a queste quote, ha ben poco l'aspetto di un giardino, per come in genere lo si concepisce. Comunque una camminata lungo il piccolo e breve sentiero (in parte adatto anche a persone disabili) che si snoda a lato del punto informativo risulta parecchio interessante. 

Tenerife. Centro visite El Portillio. Giardino botanico (foto Daniela Durissini)
Se poi si imbocca il sentiero ampio e ben delimitato che punta verso il Teide, si arriva ad un mirador da cui si abbraccia tutta la montagna. Finalmente la cima che ci è apparsa, con la sua punta rettangolare già dal bosco, e che  in genere, accompagna molte delle giornate passate sull'isola, poiché si vede da quasi tutte le parti, ci è apparsa in tutta la sua maestosità. La tabella esplicativa ci ha ricordato che, fino al XVII secolo si credeva che il Teide fosse la montagna più alta del mondo. Un tempo sembra avesse 5000 metri, corrosi poi a causa delle eruzioni successive e degli agenti atmosferici. Oggi, con i suoi 3718 metri, è la più alta vetta di Spagna Senz'altro è una delle più spettacolari. Peccato la funivia, della quale abbiamo tutta l'intenzione di usufruire, dato  che ormai c'è, che deturpa non poco la purezza dei ripidissimi fianchi. 

Tenerife. Il Teide
Dal Portillo in poi il paesaggio è magnifico ed insieme, pauroso. Le potenti colate laviche, le rocce contorte, le terre vulcaniche di vari colori invitano a sostare di continuo però le piazzole sono poche e quasi sempre occupate. Alla funivia i parcheggi non sono sufficienti così come nei luoghi più belli e più ambiti, come le Roques de Garcia o Las Minas de San José. Noi abbiamo proseguito perché abbiamo in programma almeno una giornata da passare nel parco. La discesa verso la costa sud è molto più lunga di quanto avessimo immaginato. Siamo arrivati a San Miguel de Abona ed all'albergo prenotato a Los Abrigos che il termometro della macchina segnava 30°. 

Tenerife. Los Abrigos
Ad un primo assaggio qui, peggio ancora che a Puerto o a Santa Cruz sembra di essere in un posto qualunque, non certo in Spagna. Nei ristoranti e nei bar, di proprietà di stranieri, si parla inglese! Noi abbiamo scelto di fermarci qui perché siamo discosti dall'autostrada sud, tuttavia siamo molto vicini a questa utilissima via che consente l'accesso veloce alle diverse località della  costa sud-occidentale che ancora vogliamo visitare. Inoltre, sebbene meno rapido del previsto, è piuttosto agevole anche l'accesso al parco. 



........alle prossime puntate