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mercoledì 23 maggio 2018

Una casa carsica

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casa carsica Trebiciano
(foto Daniela Durissini)

Qualche anno fa, quando passavi davanti alla casa, vedevi un vecchio curvo, seduto  in cortile, all'ombra dell'albero. La casa, allora, era già messa male, ma viva, grazie a quell'ostinata presenza. Il vecchio non aveva voluto lasciarla, nonostante gli acciacchi e l'età avanzata, nonostante l'impossibilità di far fronte ai lavori agricoli per i quali quella casa era stata costruita e abitata, nonostante la solitudine, combattuta sedendosi alla sera a guardare la poca gente di passaggio. Qualcuno lo salutava ma non si vedeva mai nessuno che si trattenesse a parlargli. Poi, d'improvviso, quell'uomo anziano, vinto dagli anni, non c'è più stato e la casa ha iniziato a morire.


(foto Daniela Durissini)
E' un vero peccato che nessuno si sia preso cura di questo edificio, una tipica casa carsica, dotata di un bel ballatoio, delimitato da una balaustra in legno, ora in disfacimento, che si raggiunge salendo i gradini di una scala esterna in pietra. Le finestre sono piccole, per non far entrare il freddo d'inverno e tener freschi gli ambienti d'estate, un glicine poderoso ricopre una pergola sulla facciata, e la sua ombra è così preziosa che il vecchio ci aveva costruito un recinto tutt'attorno, formato da colonnine di pietra.
Davanti alla porta del piano terra c'è un piccolo tavolo rotondo, anch'esso in pietra, ma non c'è più la sedia di legno, dove sedeva quell'uomo. L'ampio cortile, già utilizzato, come in tutte le case carsiche, per depositarvi il raccolto, è ora vuoto e silenzioso, e sembra attendere, come sospeso, quel destino, già scritto, che lo snaturerà.

Casa carsica Trebiciano
(foto Daniela Durissini)

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