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giovedì 16 agosto 2018

Viaggiando in Patagonia / Traveling in Patagonia


Lago Sarmiento


Itinerario

Venezia - Amsterdam - Buenos Aires - Trelew  

Puerto Madryn
  
Penisola di Valdés 
Gaiman

Rio Gallegos 

Ushuaia  

Escursione al Parco Nazionale Terra del Fuoco

Punta Arenas

Puerto Natales 

Navigazione sul Seno de Ultima Esperanza  (Ghiacciai Balmaceda e Serrano)
Grotta del Milodonte e Parco Nazionale Torri del Paine

El Calafate 

Cerro Torre Torre Egger

El Chalten

Escursioni: Mirador de los condores e mirador de las aguilas; Laguna Torre e mirador Maestri; Laguna de los Tres

El Calafate 

Ghiacciaio Perito Moreno
Laguna Nimez e Lago Argentino
Cueva del Gualicho
Rio Gallegos 

Comodoro Rivadavia

Buenos Aires - Amsterdam - Venezia


Periodo

11 novembre - 11 dicembre 2015

Mezzi di trasporto

Venezia - Amsterdam - Buenos Aires: volo KLM (a/r)

Buenos Aires - Trelew: volo Aerolineas Argentinas

Per tutti gli spostamenti da Trelew a Comodoro Rivadavia abbiamo usato bus di linea

Comodoro Rivadavia - Buenos Aires: volo Aerolineas Argentinas


Sistemazioni

Ostelli, piccoli alberghi, appartamenti


Puerto Madryn




Puerto Madryn è una cittadina affacciata su un'immensa spiaggia di sabbia, di fronte al mare calmo del Golfo Nuevo, racchiuso tra la penisola di Valdés e la costa, dove sfocia il fiume Chubut, che dà il nome all'intera provincia. Qui, in queste acque, ogni anno, indicativamente da settembre a novembre, si possono avvistare le balene con i piccoli, spesso anche dal molo Piedrabuena, più frequentato dai locali che dai turisti, che in genere preferiscono partire con le barche da Puerto Piramides ed avvicinarsi agli animali in mare aperto.
A novembre le temperature sono molto miti, e la lunga spiaggia, nei giorni festivi, è già molto animata. E' questo il periodo in cui le balene iniziano a migrare verso le acque più fredde del sud e gli avvistamenti si fanno sempre meno frequenti.  
Ma al di là delle balene, Puerto Madryn, è una cittadina piacevole da vivere, molto tranquilla, ed interessante dal punto di vista storico. Qui infatti, all'estremità meridionale della spiaggia, alla Punta Cuevas (conosciuta anche come Punta del indio), si possono vedere i resti del primo insediamento gallese (1865), che diede origine alla città, sviluppatasi in seguito anche grazie alla linea ferroviaria che la univa a Trelew.
Poco più avanti il Monumento al indio Tehuelche, inaugurato nel 1965, ricorda il popolo nativo.


Peninsula di Valdés


Puerto Madryn rappresenta la principale porta d'accesso alla Penisola di Valdés. Il "ripio" della lunga strada che porta a Puerto Piramides ed a Punta Delgada è pericoloso per chi non è abituato a questo tipo di fondo. I pulmini e le auto che circolano con regolarità su queste strade hanno spesso i parabrezza "mitragliati" dalle pietre che vengono sollevate al passaggio degli altri mezzi. Nonostante la notevole pressione turistica la penisola rimane un luogo magnifico e selvaggio, e questo grazie ad una tutela attenta che ha preservato pressoché intatto l'ambiente naturale. Nel 1999 è entrata a far parte dell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO. E' riserva naturale. Si va alla penisola per osservare le balene (al largo di Puerto Piramides) ma anche altri mammiferi come il leone marino, la foca, l'elefante marino, l'orca. All'interno si vedono i guanachi, i nandù, la lepre patagonica e molte specie di uccelli. 

Gaiman




La piccola località di Gaiman dista 80 km da Puerto Madryn. Dopo aver percorso una strada piuttosto monotona in un paesaggio prevalentemente arido ed uniforme, improvvisamente ci si trova in un'oasi verde. I campi coltivati, irrigati dalle acque del fiume Chubut, gli alberi alti, la frescura. Sembra un altro mondo, ed in effetti è così. Anche se la località porta un nome di derivazione Tehuelche, è caratterizzata dalla presenza costante, fin dal XIX secolo, di una comunità gallese, che qui, ha conservato non solo le proprie tradizioni, ma la propria lingua originaria, priva, sembra, di quelle mutazioni che ha invece subito la parlata gallese di oggi. A Gaiman si può vedere la casa più antica, la stazione della vecchia ferrovia, ma soprattutto si visita la Casa de Té Galés. In un'atmosfera d'altri tempi viene servito il te accompagnato, come da tradizione, da dolci e sandwich, mentre si osservano i ricordi e le foto dei visitatori illustri, tra i quali ci fu anche Diana, la principessa del Galles che, dicono i locali, non parlava gallese e non assaggiò le varie bontà messe sulla tavola dai proprietari della casa.  
Gaiman è un posto unico e merita senza dubbio una visita.


Ushuaia



Ushuaia, capoluogo della provincia argentina della Terra del Fuoco, è la cittadina più meridionale del continente americano e del mondo. Ci si arriva in bus da Rio Grande, dopo aver costeggiato per breve tratto il magico lago Fagnano, nei pressi di Tolhuin, ed aver risalito una gola dalle pareti scoscese lungo una strada stretta ed accidentata. La città è in continua espansione e s'arrampica sulle pendici dei monti retrostanti, per cui parecchie strade si dipartono dalla litoranea e sono in salita. L'abitato si affaccia sul canale di Beagle, che prende il nome dalla prima nave che lo esplorò, nel 1833, condotta dal capitano Fitz Roy, sulla quale, tra gli altri, viaggiava Charles Darwin, che descrisse il suo lungo percorso nel celebre Viaggio di un naturalista intorno al mondo

Famiglia di Indiani Yamana 
Allora la Terra del Fuoco era abitata dai popoli nativi Selknam (Ona) e Yamana (Yaghan). I primi vivevano nella parte centrale dell'isola mentre i secondi ne popolavano soprattutto le coste meridionali. I bianchi iniziarono ad installarsi sul canale di Beagle nel 1868, allorché vi approdò una prima missione inglese. In seguito vi giunse colui che diede un vero impulso all'opera di costruzione dell'abitato: Thomas Bridges. Anch'egli missionario, vi si trasferì con la moglie ed i figli, alcuni dei quali nacquero proprio ad Ushuaia. Tra questi va ricordato soprattutto Lucas Bridges, il quale, quando il padre si ritirò dalla missione, contribuì alla costruzione della fattoria di famiglia di Harbertorn, su terreno concesso dallo stato argentino, ad una sessantina di chilometri da Ushuaia, ma conquistata la fiducia degli Ona che vivevano all'interno dell'isola preferì condividere con essi diversi anni di vita, fondando e gestendo, con il loro determinante aiuto, la nuova estancia di Viamonte, oltre le montagne, verso il lago Fagnano (Cami). Descrisse poi l'intera sua esperienza in Terra del Fuoco nel libro Ultimo confine del mondo, uscito a Londra nel 1948 e tradotto in italiano da Einaudi nel 2009. 



L'abitato di Ushuaia si sviluppò rapidamente tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, quando vi fu fondata una colonia penale, chiusa appena nel 1947, ed oggi trasformata in Museo Marittimo e del Presidio. Vi venne costruita anche una ferrovia che conduceva i prigionieri alla colonia e che ora è stata trasformata in attrazione turistica, percorrendo solo 7 dei 25 chilometri originari, verso la stazione più meridionale del mondo. 
Meglio scegliere i bus di linea che conducono nel cuore del Parco Nazionale della Terra del Fuoco ed alla splendida Baia Lapataia, da dove, con una breve escursione, si torna alla casa del parco (eventuale interessante e brevissima digressione alla castorera). Magnifica la camminata al Lago Roca e verso il confine con il Cile. 


Puerto Natales


Daniela Durissini


Puerto Natales è una piccola cittadina cilena, affacciata sul Seno de Ultima Esperanza. Ci si arriva in genere per visitare il Parco Nazionale delle Torri del Paine ma, oltre a questa, che è l'attrattiva maggiore della zona, è di grande interesse ambientale e paesaggistico la navigazione fino ai ghiacciai Balmaceda e Serrano. Nell'attesa si passeggia lungo le vie del centro dove si trovano alcune botteghe di artigiani che lavorano le pietre dure e lungo la riva del mare, dove alcune installazioni artistiche di un certo interesse, si ispirano alle tradizioni ed all'ambiente locali. Una di esse è chiaramente ispirata al clima patagonico.
Di buon mattino si prende un bus che conduce al porto dove si sale su una barca piuttosto comoda e si inizia a risalire la parte finale del Seno de Ultima Esperanza. L'ampio canale è circondato da monti che, man mano, diventano sempre più alti ed aspri. Si arriva infine al primo ghiacciaio, il Balmaceda, che un tempo scendeva con il suo fronte fino al mare, mentre ora si mantiene un po' sopra la riva. 



Continuando la navigazione si giunge in breve alla Guarderia Balmaceda, della CONAF, dove si sbarca per imboccare il sentiero che, in un chilometro, conduce al ghiacciaio Serrano. Siamo nel Parco Nazionale Bernardo O'Higgins. Il percorso è breve e molto suggestivo. Il fronte del ghiacciaio, spettacolare. 


Ritornati all'imbarcadero si risale sulla barca, diretta alla fattoria Perales, dove si consuma il pranzo. Il posto è idilliaco e viene voglia di lasciare ben presto la pur ricca tavola per andare a passeggiare sui prati attorno alla fattoria, in vista di magnifici monti lontani.

Parco Nazionale Torri del Paine



Il Parco Nazionale Torri del Paine offre molti sentieri escursionistici e molte possibilità anche per i climbers, che si misurano con pareti magnificamente verticali. Da Puerto Natales si può prendere un bus che, in giornata, fa il giro del parco, offrendo la possibilità, a prezzo contenuto, anche a coloro che non hanno a disposizione un auto, di farsi almeno un'idea dell'area protetta. All'interno del parco ci sono poi alcuni alberghi piuttosto cari, ed alcuni rifugi. Esiste inoltre la possibilità di campeggiare. 

Il tour inizia con una prima sosta, alla grotta del Milodonte, resa celebre da Chatwin, nel suo In Patagonia, e prosegue quindi oltre i confini del parco, fino al Lago Sarmiento, in vista delle Torri. Il panorama è magnifico ed anche l'ambiente del lago non è da  meno. 


Lago Sarmiento


Quindi si prosegue fino al magnifico lago Nordenskjold, proprio sotto i Corni del Paine. Il Lago deriva il nome dal geologo ed esploratore Otto Nordenskjold, svedese, che effettuò diverse spedizioni in Patagonia ed in America del Sud tra il 1890 e gli anni Venti del Novecento. 

Lago Nordenskjold Torri del Paine


Ed ancora al Salto Grande

Salto Grande Torri del Paine

Ed al lago Pehoe, da dove il gruppo del Paine appare in tutta la sua bellezza.


Lago Pehoe Torri del Paine



Una breve ma suggestiva camminata porta quindi al Lago Grey, sul quale non è raro osservare degli iceberg che si staccano dal fronte del ghiacciaio, che è piuttosto lontano e non si vede chiaramente dalla riva. 

Lago Grey Torri del Paine


Il gruppo del Paine qui appare diverso ed offre ancora un'altra prospettiva. Infine, al ritorno, si passa accanto al grande lago Toro, mentre il Paine si allontana. 
Il Parco è nato anche grazie ad una donazione dell'alpinista ed esploratore italiano Guido Monzino, innamorato della Patagonia e della zona del Paine, dove, nel 1957-1958, organizzò una famosa spedizione che riuscì a salire il Cerro Paine Grande e la Torre Nord. Lui stesso ne narrò le non facili fasi in Italia in Patagonia. La donazione di un'ampia tenuta di proprietà di Monzino, era vincolata alla destinazione a parco e consentì al governo cileno di ampliare notevolmente la superficie da proteggere. Il Parco, nato nel 1959, fu dichiarato dall'UNESCO riserva della biosfera nel 1978.
Ma accanto a Monzino va ricordato anche un altro italiano, Armando Aste, che salì per primo la Torre Sud. Oggi le pareti delle Torri sono state ampiamente percorse e contano diverse vie estreme. Da considerare oltre alle difficoltà oggettive anche i problemi derivanti dal clima estremamente variabile e la presenza quasi costante di venti molto forti che complicano ulteriormente le salite.


El Chaltén


Arrivo a El Chalten




Da El Calafate si arriva a El Chaltén con comodi bus, percorrendo una strada asfaltata che passa accanto alla famosa estancia La Leona ed al Lago Viedma. 

Riguardo a questi luoghi va ricordato che ancora alla fine del XIX secolo erano in gran parte ricoperti da fitti boschi poi distrutti a causa degli incendi appiccati dai coloni che dovevano creare spazi destinati a pascolo. In fondo al Lago Viedma i primi esploratori osservavano da lontano il Chaltén (in lingua aoniken montagna che fuma), oggi più conosciuto come Fitz Roy, che i nativi consideravano montagna sacra e ritenevano essere un vulcano, data la forma e le nubi che spesso avvolgono la cima. In seguito i topografi assegnarono alla montagna il nome del capitano del Beagle, anche se la popolazione locale continuò sempre ad indicarla con l'originario Chaltén.
Lo stesso nome è stato poi assegnato al piccolo abitato, sorto in anni recenti, ai piedi delle montagne, man mano che queste attraevano un numero sempre più elevato di visitatori.


Qualche cenno di storia alpinistica


Volo del condor Cerro Torre


A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso diverse spedizioni alpinistiche tentarono di conquistare la vetta del Cerro Torre. Dopo due tentativi effettuati nel 1958 da due spedizioni italiane, guidate rispettivamente da Bruno Detassis e da Walter Bonatti e Carlo Mauri, nel 1959 Cesare Maestri raggiunse la cima assieme a Toni Egger, che però morì precipitando nel corso della discesa, portando con sé la macchina fotografica che avrebbe comprovato il raggiungimento della vetta, per molti mai avvenuto. La salita rimase perciò controversa e Maestri tornò sul Torre nel 1970 percorrendo però un'altra via, la cosiddetta Via del compressore, piantando sulla parete chiodi a pressione che risultarono determinanti per la progressione. Il compressore fu abbandonato in parete. Anche questo tentativo fu molto criticato e, del resto, non provò l'avvenuto raggiungimento della cima durante la prima scalata. La prima vetta non contestata fu quella raggiunta nel 1974 da una spedizione dei Ragni di Lecco, per un'altra via, mentre la Via del compressore fu ripercorsa per la prima volta da Jim Bridwell nel 1979 e venne salita in libera appena nel 2012 da David Lama e Peter Ortner.

Cerro Torre Torre Egger


Per quanto concerne invece il Fitz Roy, fu salito per la prima volta già nel 1952 dal francese Lionel Terray, in cordata con Guido Magnone. Nel corso della spedizione morì Jacques Poincenot. Il gruppo del Fitz Roy, articolato in diverse cime, fu poi meta di molte spedizioni che man mano salirono anche le vette secondarie.


Monte Fitz Roy



Escursionismo


El Chaltén è considerato la capitale dell'escursionismo argentino. Vi è la possibilità di percorrere diversi sentieri all'interno del Parco Nazionale Los Glaciares, che ricopre un'area vastissima e di cui El Chaltén è solo uno dei possibili accessi.
I sentieri sono assai ben segnalati e ben tenuti, oltreché molto percorsi. Difficile ritrovarsi da soli lungo uno dei tracciati principali. 
Tra tutti vanno ricordati almeno: 

- il sentiero che giunge alla Laguna Torre, in assoluto il più percorso, che con modesto dislivello ma con uno sviluppo piuttosto lungo arriva ai piedi del cerro Torre (possibile e consigliabile prosecuzione al Mirador Maestri)

Laguna Torre El Chalten

- il sentiero del Fitz Roy che con discreto dislivello, tra l'altro concentrato soprattutto nell'ultimo tratto, e sviluppo lungo conduce alla Laguna del Los Tres, ai piedi appunto del Fitz Roy

Laguna de Los Tres Fitz Roy


- la traversata che collega i due sentieri anzidetti e che transita per le magnifiche Lagune Madre y Hija

Lagune Madre y Hija


- il sentiero al Mirador Loma del Pliegue Tumbado

Mirador Loma del Pliegue Tumbado


- il breve ma suggestivo sentiero al Mirador de los Condores 

Mirador los Condores

ed al Mirador de las Aguilas

Mirador de las Aguilas


ed infine, nel settore del Lago del Desierto, raggiungibile in bus lungo 37 km di strada sterrata, 

- il sentiero alla Laguna Huemules


Laguna Humules

El Calafate

El Calafate non è un bel posto. Troppo turistico, troppo caro, poca qualità. In cambio però si trova immerso in un ambiente magnifico, affacciato alle serene acque del Lago Argentino e vicino al (troppo) celebre ghiacciaio Perito Moreno. La maggior parte delle persone che arrivano a El Calafate si fermano il tempo necessario ad effettuare la gita organizzata al ghiacciaio (con annessa navigazione fin sotto il fronte) e se ne vanno. Innumerevoli agenzie offrono gite a prezzi irragionevoli per le più diverse destinazioni ma, indubbiamente, la più gettonata è proprio quella al Perito Moreno. Ma....c'è un ma, per fortuna. 


Ghiacciaio Perito Moreno



Con un bus di linea è possibile raggiungere ugualmente il ghiacciaio, avendo a disposizione tutto il tempo necessario a vederlo e fotografarlo con grande tranquillità (oddio, quella consentita dalle frotte di turisti che si riversano per ogni dove). 
Dunque si parte alle 9.30 dal bus Terminal di El Calafate e si fa un lungo giro che tocca anche il Lago Roca. Meglio, così si vede un po' più di mondo! Lì c'è un campeggio ed il bus ritorna sul posto solo se ci sono passeggeri da imbarcare. Dal lago si va al Parco Nazionale Los Glaciares. Lungo la strada (all'inizio ripio) si possono osservare tantissime lepri, ma anche l'aquila mora, i condor e diversi fenicotteri. Con grande gentilezza l'autista indica gli animali e si ferma per consentire di scattare qualche foto. Si paga l'entrata al parco e si prosegue per il ghiacciaio. Lì è il caos. Tantissimi pullman, gente dovunque, caffetteria sempre piena e con prezzi elevati. Si scende dal bus, che torna dopo 4 ore. 
Si percorrono tutte le passerelle, riuscendo ad avvicinarsi talmente al ghiacciaio che la navigazione sembra proprio superflua. Lo spettacolo è grandioso, i distacchi, frequenti ed emozionanti. 

Ghiacciaio Perito Moreno


Ghiacciaio Perito Moreno


Ghiacciaio Perito Moreno


Laguna Nimez



Pochi ci pensano ma a breve distanza dal centro dell'abitato la Riserva Naturale Laguna Nimez, sulle rive del Lago Argentino offre la possibilità di osservare molte specie di uccelli, sia di passo che nidificanti. 


Laguna Nimez

Laguna Nimez
Laguna Nimez

Laguna Nimez e Lago Argentino



Grotta del Gualicho


A pochi chilometri dal centro di El Calafate si trova l'interessante, e poco visitata, grotta del Gualicho, uno dei siti archeologici più importanti della provincia di Santa Cruz. Sulle pareti le pitture lasciate dai Tehuelches, antichi abitanti della zona, in parte restaurate, in parte riprodotte da altri siti. Il luogo è molto suggestivo ed ambientalmente stupendo. Il modo più veloce per arrivarvi è il taxi.

Grotta del Gualicho



Grotta del Gualicho

(foto Daniela Durissini e Carlo Nicotra)




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