martedì 2 ottobre 2018

La natura come bene culturale

J.P. Houel, Il Castagno dei cento cavalli (1776-79) Museo del Louvre
Il castagno millenario si trova nel parco dell'Etna 

Il 5 e 6 ottobre, presso l'Università di Siena, si terrà un convegno dal titolo: La tutela dei monumenti verdi , con cui s'intende approfondire la tematica dell'emergenza naturalistica tutelata alla stregua di un bene culturale. Il primo monumento verde riconosciuto in Italia dal Mibact nel 2017, è stata l'ormai nota Quercia delle Checche, rovere monumentale, di circa 300 anni, situato in Val d'Orcia, sul territorio del comune di Pienza, in provincia di Siena. 
Dopo aver perso un grosso ramo a causa di un atto di vandalismo, avvenuto nel 2014, la quercia ne ha perduto un altro, per cause naturali, nel 2017 ma, in quello stesso anno, l'allora ministro Franceschini ha firmato il decreto di tutela che dà all'albero lo status di monumento riconoscendolo come bene culturale e favorendone la salvaguardia. 
Ma l'aspetto importante dell' incontro che avverrà prossimamente a Siena è, senza dubbio, l'istituzione in sé del Monumento verde, quale riconoscimento dell'importanza del patrimonio naturale come bene collettivo e testimone di cultura. Un passo avanti di grande importanza, che l'Italia ha compiuto a tutela del proprio territorio e delle peculiarità dello stesso, riconoscendo implicitamente come non solo le opere dell'uomo ma anche quelle della natura contribuiscano a caratterizzarne il tessuto culturale. 
Sebbene esistanto alcuni cataloghi degli alberi monumentali d'Italia e persino, più specificatamente, per la regione Toscana, nessun esemplare aveva avuto finora un riconoscimento ufficiale che ne garantisse la salvaguardia. 
Nell'anno Europeo del Patrimonio culturale l'Italia si presenta quindi con un nuovo modello, allargato a nuove forme di tutela, che intende esportare verso gli altri paesi dell'Unione. 


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