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lunedì 8 maggio 2017

Percorrendo un'antica strada romana lungo la valle del Vipacco




Tabula Peutingeriana  con le strade verso il Norico



L'amministrazione romana, nel corso dell'espansione dell'impero, provvide alla realizzazione di molte strade, destinate a collegare il centro, cioè la città di Roma, con i luoghi più periferici, in tempi brevi ed in modo sicuro. Lungo gli assi viari principali vi era la possibilità di sostare nelle stazioni di posta, dove generalmente si potevano cambiare o far riposare i cavalli. Questo tipo di servizio era essenziale soprattutto per coloro che recavano importanti messaggi e che dovevano percorrere nel più breve tempo possibile distanze alle volte molto lunghe. Inoltre, dove necessario, vennero costruite delle fortificazioni a difesa dell'asse viario e del territorio.
Occorre dire però che per la maggior parte di questi tracciati non si trattava di nuove realizzazioni, ma che venivano seguite e, nel caso, ampliate e rese più facilmente percorribili, strade preesistenti e talvolta molto antiche come quella che si inoltrava nell'area danubiana e che era conosciuta come la “Via dell'ambra”, importante asse di collegamento tra il Nord Europa e l'Adriatico.



Schema della via dell'ambra


Vi erano poi molte strade secondarie, che si dipartivano da quelle principali e che collegavano parti di territorio meno importanti dal punto di vista politico o commerciale. Nella maggior parte dei casi la manutenzione di queste piste era demandata all'amministrazione territoriale e la percorribilità non era sempre garantita e dipendeva dalle stagioni e dalle condizioni atmosferiche.
Un asse viario di notevole importanza strategica per il nord-est della penisola italiana era indubbiamente rappresentato dalla strada che collegava Aquileia a Lubiana, l'antica Aemona, passando per la valle del Vipacco, attraversando il valico Ad Pirum, e scendendo quindi sul lato opposto. Nella valle del Vipacco era stata eretta la fortezza Ad Fluvium Frigidum, l'attuale Aidussina, ed il passo Ad Pirum era stato difeso con la realizzazione di un'altra fortificazione e di un lungo vallo, presidiato. Precauzioni non del tutto immotivate dato che fu proprio attraverso questa strada che passarono i barbari che, in varie ondate, invasero il territorio italiano.



Aidussina. Mura (Claustra ad Fluvium Frigidum) (foto Daniela Durisisni)


Il Castra ad Fluvium Frigidum venne realizzato sulle rive del fiume Hubelj, la cui sorgente si trova ai piedi delle pareti che delimitano l'altipiano carsico poco distante, difesa naturale a settentrione dell'abitato. Su un'altura vicina sorgeva già precedentemente un castelliere illirico. La cinta murata realizzata dai romani era munita di torri. L'insediamento però non aveva soltanto uno scopo difensivo ma anche di scambio commerciale. 




Elemento decorativo romano inserito nelle mura di Aidussina (foto Daniela Durissini)


Da lì infatti transitavano le merci che dal centro Europa raggiungevano l'area mediterranea, e viceversa. Era lì che la strada si divideva: da un lato saliva fino al valico di Ad Pirum, dall'altro, compiva un giro molto più lungo transitando per il valico di Preval e raggiungendo la città di Lubiana lungo un percorso prevalentemente pianeggiante.
Abbandonato a seguito delle invasioni barbariche e della decadenza dell'impero, in epoca medievale non sembra essere frequentato mentre viene spesso nominata la vicina località di Vipava (nei documenti spesso Vipach).
Se dal castra si prendeva la strada più breve ed erta per raggiungere il Norico, si doveva guadagnare il primo zoccolo dell'altipiano carsico, baluardo naturale verso la valle del Vipacco. La strada attuale ricalca sostanzialmente quella antica e con molte svolte raggiunge l'abitato di Col e poi prosegue verso il valico Ad Pirum, attuale Hrušica. 



Ad Pirum. Vecchia posta (foto Daniela Durissini)


Qui si trova un'antica stazione di posta (oggi trattoria con alloggio), che a sua volta sorge entro le mura della fortezza romana, delle quali si distinguono le parti basali, in parte consolidate e lungo le quali si individuano alcune delle torri, 



Ad Pirum. Resti di una torre (foto Daniela Durissini)


alte un tempo 10 metri, che rafforzavano il perimetro della costruzione. 



Ad Pirum. Mura e vallo (foto Daniela Durissini)


Accanto alla porta occidentale, verso Lubiana, sorgeva la vecchia chiesa di Santa Gertrude di cui si vede la base delle mura perimetrali. 



Chiesa di santa Gertrude. Parte absidale (foto Daniela Durissini)



Il vallo prosegue quindi sul lato occidentale della costruzione da entrambi i lati della strada. La fortificazione faceva parte di un più ampio sistema difensivo denominato Claustra Alpium Iuliarum, realizzato nel III sec. d. C. per controllare le tre principali strade che percorrevano la parte orientale d'Italia: quella che andava da Trieste a Fiume ed a Tersatico, quella che collegava Trieste a Lubiana ed infine quella che da Aquileia portava al Norico.
L'opera fu iniziata a seguito di un' importante invasione di Alemanni e Marcomanni, avvenuta nel 271. Questi erano riusciti a raggiungere la pianura padana ed erano scesi lungo la costa Adriatica fino a Fano. Sconfitti in due decisive battaglie dall'esercito dell'imperatore Aureliano, si erano ritirati ma era apparsa chiara ed urgente la necessità di rinforzare quelle strade che rappresentavano le vie di più facile accesso al territorio italiano. Sembra tuttavia che questo sistema richiedesse un'organizzazione importante alle spalle e soprattutto un'amministrazione in piena efficienza, impossibile all'epoca per un impero ormai in netta decadenza. Probabilmente gran parte delle fortificazioni subirono dei gravi danni nel corso della battaglia del Frigido, avvenuta nel 394, in cui si affrontarono l'imperatore Teodosio e l'usurpatore Flavio Eugenio, e già all'epoca della venuta in Italia di Alarico, nel V secolo, non erano più in funzione.
Grazie alla recente ricerca archeologica slovena si sono individuati nuovi tratti di mura che sono stati in parti portati alla luce e consolidati, mettendo così in evidenza il complesso di questa grande opera fortificatoria che rappresentò un grosso sforzo per l'impero ormai in decadenza e che non servì a contenere le invasioni dei barbari che ne minarono facilmente le difese e dilagarono nelle pianure friulane e da lì verso Aquileia ed ancora verso il cuore dell'impero.




⇒ (Click) Interessante filmato (in sloveno) con rendering del Claustra Alpium Iuliarum. Di particolare interesse la vista dall'alto e la ricostruzione di Ad Pirum


2 commenti:

  1. La strada è stata costruita dalla Legione Apollinaris su quella che era la Via Electra (Ambra), nel medioevo Via Sucinaria

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