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venerdì 1 dicembre 2017

Roma e un tramonto


Roma. Panorama da Trinità dei Monti (foto Daniela Durissini)
Questa mattina siamo partiti da San Gimignano con una fastidiosa pioggerellina che si stava trasformando in leggero nevischio. Abbiamo percorso nuovamente la bellissima strada tra i colli, dando un ultimo sguardo da lontano al colle turrito, per riallacciarci alla Siena-Firenze e poi all'autostrada. Il viaggio non è noioso, perché il panorama è sempre fantastico, mentre si passa dalla zona delle Crete Senesi, alle dolci colline dell'Umbria ed alla valle del Tevere. 
L'entratata a Roma, grazie al navigatore, è stata più facile del previsto e ci siamo sistemati all'albergo vicino a Villa Borghese, ancora in tempo per la nostra prima merenda a Roma. 
Considerata la giornata di bel tempo, abbiamo deciso di fare una passeggiata. Qui occorre che faccia una premessa: le notizie su Roma sono tantissime e facilmente reperibili in rete, per cui io non intendo riportarle per intero ma ne farò degli accenni, linkando alla fonte più facilmente utilizzabile. Questo per non appesantire inutilmente i post. 
Dunque, tornando alla nostra passeggiata, siamo arrivati ben presto alla chiesa della Trinità dei Monti, d'impianto cinquecentesco, ma più volte rimaneggiata (e stravolta). All'interno la parte più antica è chiusa da una cancellata e quindi non è visitabile, mentre si possono vedere le prime cappelle.

Roma. Trinità dei Monti (foto Daniela Durissini)
All'uscita, il panorama è stupendo e così celebre che ci si muove in mezzo a centinaia di persone che vogliono ammirarlo e fotografarlo (alle quali, ovviamente ci siamo aggiunti anche noi). Scendendo la scalinata, realizzata tra il 1723 ed il 1726 da Francesco De Sanctis al posto dei sentieri che salivano al Pincio, ci si rende conto di camminare in una vera e propria scenografia e questa sensazione è confermata quando si legge che anche gli edifici laterali furono progettati e realizzati assieme alla scalinata, proprio per costituirne uno sfondo adeguato. In basso, sulla piazza di Spagna, la fontana della Barcaccia, realizzata da Pietro Bernini e dal figlio Gian Lorenzo, nel 1629, su incarico del papa Urbano VIII, per ricordare la disastrosa piena del Tevere del 1598. Anche qui la folla compatta permette di avvcinarsi fuggevolmente a questo capolavoro.

Roma. Fontana della Barcaccia (foto Daniela Durissini)
Una sosta per un caffè in piedi al famosissimo Caffè Greco di via Condotti, fondato nel 1760, con quattro sale interne affollatissime, nonostante i prezzi non proprio popolari. D'altronde l'ambiente è assolutamente particolare e da vedere, per l'atmosfera  che si respira, per le opere d'arte che ospita, per gli arredi.

Roma. Fontana di Trevi (foto Daniela Durissini)
La nostra passeggiata è proseguita poi verso la Fontana di Trevi, passando per via Mario de' Fiori, via Mercede e largo del Nazareno. Lo sapevamo già dalle precedenti visite, ma si rimane sempre sconcertati a svoltare l'angolo ed a trovarsi a lato della fontana e, davanti, il muro compatto di folla. In effetti la fontana più bella di Roma si trova in una piazza relativamente angusta, sia per la sua mole, sia per il gran numero di visitatori. Non c'è foto, se non presa nella sua parte superiore, che non comprenda anche la folla, d'altronde anche questo fa' parte dell'ambiente. 
La fontana è interessante perché è alimentata dall'unico acquedotto  rimasto funzionante dai tempi di Augusto, che lo commissionò al genero, Marco Agrippa, architetto, fino ad oggi.
Originariamente l'acqua era destinata ad alimentare le terme e fu captata 20 chilometri a monte, dall'Aniene. Nel corso del medioevo l'acquedotto fu danneggiato e restaurato. Al progetto della fontana lavorò, a metà del XV secolo Leon Battista Alberti e, nei secoli, diversi altri artisti ed architetti furono incaricati di progettare una fontana monumentale ma, per motivi di volta in volta diversi, nessuno ebbe conclusione. Ci andò vicino il Bernini, il quale, incaricato da papa Urbano VIII, iniziò a sistemare la piazza prospiciente la fontana, nel 1640. I fondi però finirono e lui cadde in disgrazia, il che segnò un nuovo, prolungato  arresto dei lavori. Nettuno uscì finalmente dalle acque con i suoi cavalli solo nel 1762, a conclusione dei lavori, durati trent'anni, progettati da Nicola Salvi e Giuseppe Pannini.

Roma. Fontana di Trevi (foto Daniela Durissini)
Ritornando verso piazza di Spagna è  d'obbligo una sosta a Sant'Andrea delle Fratte, dov' è  evidente l'impronta del Borromini, che la rese unica. Se, prima d'entrare, si prosegue per alcuni metri  in via Capo le Case e si guarda in alto si nota il campanile in marmo, che svetta contro la cupola, in mattoni. Un contrasto, non solo cromatico, davvero magnifico.

Roma. Sant'Andrea delle Fratte (foto Daniela Durissini)
Il campanile, per la sua forma slanciata e sottile, oscilla al suono delle campane, tanto che i romani lo chiamano il "ballerino", mentre la cupola, è resa meno massiccia, dalle ondulazioni della muratura. Entrando si rimane colpiti dalle forme pulite della struttura e dalla maestosità della cupola. Alla crociera, due angeli del Bernini, di particolare bellezza, sono sistemati qui perché, nel 1729, Prospero, nipote del maestro, li donò alla chiesa. La loro collocazione originale doveva essere, infatti, Ponte Sant'Angelo, ma sembra  che fossero ritenuti troppo perfetti per essere esposti all'esterno.

Roma. Sant'Andrea delle Fratte. Uno degli angeli del Bernini (foto Daniela Durissini)
Usciti dalla chiesa,  che ospita anche un'immagine della Vergine ritenuta miracolosa e circondata da ex voto, siamo ritornati verso l'albergo risalendo la scalinata di Trinità dei Monti proprio all'ora del tramonto.

Roma. Tramonto (foto Daniela Durissini)
Così,  nel nostro primo giorno romano, ci siamo goduti il tramonto da uno dei posti più belli dal quale osservarlo; mentre il  cielo cambiava continuamente colore, e dal pesca virava all'azzurro, le ombre si allungavano lungo le vie in basso e gli ultimi raggi di sole inondavano le cupole, da quella vicina della chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo, al più lontano cupolone di San Pietro, insieme al mare di tetti del cuore della città. Uno spettacolo da togliere il fiato che nessuna foto potrà mai rendere.

Roma. Tramonto da Trinità dei Monti (foto Daniela Durissini)


La sera, abbiamo cenato da Brancaleone, consigliatissima ed affollatissima trattoria/pizzeria in via Sicilia al 170/172. Si mangiano le pizze ma anche e soprattutto la carne alla brace e piatti tipici romani. La prenotazione è consigliata. I prezzi decisamente abbordabili. Ci torneremo.

.....alle prossime passeggiate romane!




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