lunedì 12 febbraio 2018

Zoroastro da Peretola



Leonardo Da Vinci. Codice sul volo degli uccelli

Nel 1462 nacque a Peretola Tommaso Masini che, figlio di un ortolano, sosteneva di essere in realtà discendente diretto di una famiglia nobile. La storia sembra dargli ragione, considerando che alcuni studiosi avrebbero effettivamente identificato in lui il figlio del nobile Bernardo Rucellai, cognato di Lorenzo il Magnifico, affidato ad una famiglia di contadini, in quanto illegittimo.



Girolamo Macchietti. Ritratto di Lorenzo de' Medici
Il giovane Tommaso, sembra si fosse dedicato agli studi alchemici e che per questo motivo avesse acquisito la fama di mago ed il soprannome di Zoroastro, che i popolani storpiavano in Chialabastro o Alabastro, “di che forte si adirava”, come ricorda Scipione Ammirati, che ne scrisse una breve biografia, nei suoi Ritratti.


Raffello. Scuola di Atene. Particolare: Zoroastro
Divenuto amico di Leonardo da Vinci, lo seguì a Milano presso la corte degli Sforza, a Modena, ed ancora al suo rientro a Firenze, dove gli fece da assistente nella realizzazione dell'affresco La battaglia di Anghiari, preparando i colori per il dipinto, compito importantissimo che richiedeva grande esperienza ed abilità.



Leonardo. Studio per La Battaglia di Anghiari
Ma l'episodio che lo ricorda nella storia della scienza è senza dubbio il suo volo di collaudo della macchina ideata da Leonardo alla cui costruzione aveva partecipato. Come noto l'esperimento, relazionato da Leonardo nel suo Codice sul volo degli uccelli, non ebbe un grande successo, ed il coraggioso collaudatore, partito dalla cima del Monte Ceceri, presso Fiesole, riuscì a mantenersi in aria per poco più di un chilometro, prima di atterrare rovinosamente, riportando, per fortuna, solo qualche frattura. In base ad alcuni recenti ritrovamenti, che segnerebbero il luogo esatto dell'atterraggio, sembra di poter affermare che questo fosse avvenuto più lontano di quanto si sia creduto fino ad oggi.



Leonardo. Studio per macchina volante
Comunque sia Tommaso continuò a collaborare con Leonardo a Firenze, e morì a Roma, di colera, nel 1530.
Tommaso ebbe amicizie tra i nobili e gli intellettuali del tempo.
La sua figura particolare, ed il suo difficile carattere, ispirarono ad Anton Francesco Grazzini, detto il Lasca, commediografo, il ritratto del personaggio di Zoroastro, alto, con la barba lunga e disordinata, che amava stare solo e che, del resto, non trovava nessuno disposto ad abitare nella sua casa, piena di attrezzi usati per praticare l'alchimia, sudicia e sporca come lui, che tuttavia suscitava la timorosa riverenza della popolazione, che lo riteneva “gran filosofo e negromante” (Anton Francesco Grazzini, Le cene)



Theodorus Pelecanos, Synosius (Trattato alchemico, 1478)


Firenze si appresta a ricordare, nel 2019, i 500 anni dalla morte di Leonardo, celebrando, tra l'altro, l'esperimento del volo. 


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