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mercoledì 22 febbraio 2017

Cochrane

La carretera Puerto Rio Tranquilo - Cochrane


Una mattina di novembre attendiamo il bus di linea a Puerto Rio Tranquilo. Siamo diretti a Cochrane e occorre aspettare fino alle 14. Passeggiamo sul lungolago, andiamo a mangiare qualcosa. All'improvviso sulla piazza compare un piccolo bus antiquato e ne scende un personaggio un po' bizzarro che, con entusiasmo del tutto immotivato, dato che siamo solo noi lì, ad aspettare, annuncia il viaggio inaugurale del bus turistico per Cochrane. Ci informiamo subito sulla tariffa e, considerata l'offerta promozionale, accettiamo. Alla fine partiamo in tre, ma il terzo, un locale, scende all'incrocio con Chile Chico. A differenza dei bus di linea questo va a Puerto Bertrand, piccolo paese sul fiume Baker, luogo prediletto dai pescatori e da nessun altro, molto isolato, molto tranquillo, una vera oasi di pace, un posto magico. Il colore delle acque è indescrivibile. Ci fermiamo per fare delle foto e per vedere se, per caso, qualcuno desidera aggregarsi. Sale un ragazzo con lo zaino. Ripartiamo ma ci fermiamo quasi subito. A lato della strada un 4x4 è finito con due ruote nel fossato ed il proprietario non sa come uscire da questa situazione. L'autista del bus scende e, dopo avergli elargito, inutilmente, dei buoni consigli, sale al posto di guida e lo tira fuori. Qui si usa così. Le strade sono assai poco frequentate e sono spesso davvero brutte, perciò se qualcuno si trova in difficoltà viene senz'altro aiutato dai (pochissimi) che passano. Il viaggio ci riserva scorci magnifici ma il migliore di tutti lo godiamo durante la sosta alla confluenza tra il Baker ed il Nef, uno dei posti più belli ed integri del Cile. Il fiume principale scorre poderoso, formando della cateratte, e si unisce a quello più piccolo e di colore chiaro, a causa delle ceneri vulcaniche che trasporta. Lo spettacolo è grandioso. Il Baker è il secondo fiume più profondo dell'America del sud e, dopo aver percorso 175 km sfocia a Caleta Tortel. Proprio qui, alla confluenza, vorrebbero costruire una diga da cui far partire un elettrodotto che, dopo un percorso aereo di quasi 2000 km, dovrebbe alimentare le miniere di rame che si trovano a nord. La popolazione locale si è sollevata con decisione contro questo progetto, ottenendo, sembra, almeno un rinvio della realizzazione, che però alcuni danno per imminente. Risulta evidente che la distruzione di un ambiente unico come questo sarebbe gravissima, com'è ovvio che difficilmente la ragione potrà prevalere a fronte agli interessi economici. 

Confluenza Baker Nef
Confluenza Baker-Nef (foto Carlo Nicotra)

Cochrane


All'arrivo a Cochrane salutiamo l'autista del bus e la bella e giovane moglie, che fa i conti, distribuisce i biglietti e, insomma, sembra essere il vero motore dell'impresa, e andiamo subito a prenotare il bus per la prosecuzione del viaggio verso Villa O'Higgins, nonché il passaggio andata e ritorno, per Caleta Tortel, per il giorno successivo.
Su queste tratte i bus sono pochi e generalmente pieni ed è sempre bene prenotare con un certo anticipo. 
Cochrane è una piccola e simpatica cittadina, che conta circa 3000 abitanti. Offre diverse sistemazioni, una banca, una farmacia, due market, e poco più. All'angolo della piazza, vicino alla fermata dei bus, c'è un bar, dove il viaggiatore viene accolto con estrema cortesia e dove sono prodighi di consigli e notizie sulla zona. 
Se c'è una cosa che qui, in luoghi così appartati, non manca, è una certa volontà di farsi conoscere attraverso internet. La cosa è ovvia e naturale ed è anche molto piacevole constatare come siano in molti coloro che, nonostante una certa difficoltà nei collegamenti, offrono questo sevizio gratuitamente. 
La città di Cochrane possiede un sito internet che mi sento di consigliare e che illustra benissimo tutte le possibilità che la zona offre al visitatore, in particolare la Riserva Tamango, dove si può vedere il mitico Huemul, la Valle Chacabuco, ed il magnifico e solitario massiccio del San Lorenzo.

Sito web di Cochrane



Caleta Tortel


Seguendo i consigli di altri viaggiatori decidiamo di non dormire a Caleta Tortel, ma di andare e tornare in giornata. E' vero che il viaggio in bus non è poi così breve, poiché ci vogliono tre ore a tratta, però i panorami sono talmente belli e vari, che non ci dispiace affatto vederli per tre volte. Sì tre, perché poi dovremo rifare, in parte, il percorso, per andare a Villa O'Higgins. 



Strada Cochrane Caleta Tortel
Strada Cochrane Caleta Tortel (foto Carlo Nicotra)


Il bus parte al mattino, e ritorna dopo qualche ora da Caleta Tortel, e per noi è perfetto. Quando arriviamo capiamo subito che la scelta è azzeccata poiché, essendo ancora bassa stagione, la maggior parte dei locali e degli alberghi è chiusa ed il posto sembra in totale abbandono. Si va a Caleta Tortel perché il paese, immerso in un paesaggio magnifico, è costruito sulla baia, alla foce del rio Baker, qui ampio e placido, circondato da monti bassi e verdeggianti, e perché la caratteristica del luogo è rappresentata dalle lunghe passerelle di legno di cipresso che qui sostituiscono interamente la strade. Tutto il paese profuma di cipresso, le automobili si fermano in alto, e non c'è alcun rumore, tranne quello delle acque del fiume che battono contro la riva. Una tranquillità ed una pace assolute. Qui, agli inizi del XX secolo, vivevano ancora alcuni indiani Alakaluf.
Oggi una nave collega Caleta Tortel a Puerto Natales, ovviando però solo in parte al problema della discontinuità territoriale che costringe i cileni che si muovono via terra a passare per l'Argentina, per poter raggiungere la parte cilena della Terra del Fuoco. 



Caleta Tortel
Caleta Tortel (foto Carlo Nicotra)










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