giovedì 8 marzo 2018

Il calendario di Columella. Marzo

Tacuinum sanitatis. Albero

In questi giorni di tempo assai variabile ma tendente decisamente al brutto, con qualche rara parentesi di sole, ci stiamo chiedendo quanto sia mutato il clima negli ultimi decenni, ed in particolare negli ultimi anni, ma vediamo quanto dello stesso periodo, scriveva Columella, nella prima metà del I secolo.

Alle calende di marzo africo, qualche volta austro con grandine.
Al 6° giorno avanti le none di marzo [7 marzo] apparisce la costellazione del Vendemmiatore, che i Greci chiamano "trygetera"; venti settentrionali.
Al 4° giorno avanti le none di marzo favonio e qualche volta austro: fa freddo.
Alle none sorge la mattina il Cavallo [Pegaso], soffi di aquilone.
Al 3° giorno avanti le idi di marzo il Pesce finisce di sorgere dalla parte dell'aquilone; venti settentrionali.
Il giorno prima delle idi [15 marzo] di marzo sorge la nave Argo [costellazione]; favonio o austro, qualche volta aquilone. 

Calendario romano. Affresco della villa di Nerone ad Anzio

Questo strano calendario, inserito nel suo De agricoltura, sarebbe dovuto servire a coloro che coltivavano la terra, per programmare i lavori del mese. Programmazione ardua, perché il contadino, nel mese di marzo, sembra fosse perseguitato dal maltempo. Eppure le operazioni da portare a termine nel mese erano molte e complesse.
In particolare, raccomanda di potare, entro i primi venti giorni, le viti, di fare gli innesti, di pulire i prati, di zappare i rosai, di sistemare gli orti. In quanto agli olivi, occorre versare attorno alla pianta morchia senza sale, affinché crescano rigogliosi. 
Anche oltre la metà del mese, però, il tempo non darà garanzia di stabilità.

Alle idi di marzo comincia a tramontare lo Scorpione; preannuncia tempo cattivo.
Al 17° giorno avanti le calende di aprile lo Scorpione tramonta; fa freddo.
Al 16° giorno avanti le calende di aprile il sole passa nell'Ariete; vento favonio o coro.
Al 12° giorno avanti le calende di aprile il Cavallo tramonta il mattino; venti settentrionali.
Al 10° giorno avanti le calende di aprile comincia a sorgere l'Ariete; giorno piovoso; qualche volta nevica.
Al 9° e all'8° giorno avanti le calende di aprile l'equinozio di primavera annuncia tempo cattivo.

I lavori da farsi nei campi e negli orti sono quelli già stabiliti per la prima quindicina del mese ma Columella raccomanda di potare assolutamente le viti che eventualmente si sono lasciate indietro nel periodo precedente, altrimenti è meglio non farlo affatto, mentre è propria della seconda metà del mese la semina del miglio e del panico. Inoltre si devono "castrare gli animali lanuti e gli altri quadrupedi". Insomma un gran lavoro, dal quale dipenderà la buona riuscita dei raccolti e la corretta gestione del bestiame, da farsi tenendo conto delle condizioni meteorologiche avverse, dei venti di burrasca e, forse, della neve. 

I brani sono tratti dal volume Columella, L'arte dell'agricoltura, Torino, Einaudi, 1977, trad. di Rosa Calzecchi Onesti, libro XI, 2.20.24-2.2.24.28, p. 760-765)


⇒(click) Il libro: Columella. L'arte dell'agricoltura




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