martedì 13 marzo 2018

Werner Herzog e la foresta amazzonica


Amazzonia (foto Neil Palmer CC BY-SA 2.0)

"L'acqua scorre davanti a me in pigri mulinelli, inseguendo un destino lontano. Nella giungla alle mie spalle gli uccelli si insultano a vicenda. Nulla si asciuga più come si deve, le scarpe, i vestiti. Il cuoio ammuffisce, gli orologi digitali si fermano (...) Le foglie della giungla luccicano e stillano gocce, e a volte i pesci di grandi dimensioni infrangono l'indolente superficie del fiume con uno schiocco rumoroso, lasciandosi dietro cerchi che si allargano sull'acqua, così imponenti come se un sauro preistorico, sazio, stesse andando a fondo. Quando la pioggia cessa e ogni cosa sgocciola lentamente dagli alberi, per qualche istante esiste qualcosa di simile alla pace dell'anima. Mi si è avvicinato un coleottero di proporzioni spaventose. In lontananza nella giungla le motoseghe sono al lavoro per svolgere un compito di cui non sono a conoscenza"

(da Werner Herzog, La conquista dell'inutile, Milano, Mondadori, 2007, p. 149)


Il libro raccoglie le interessanti pagine del diario del regista, tenuto durante i due anni di lavorazione del film Fitzcarraldo, girato nella giungla amazzonica, tra il 1979 ed il 1981. Vi sono descritti l'ambiente in cui la troupe operava, le bizzarrie di quel grande e particolare attore che fu Klaus Kinski, ma anche la vita degli indios impiegati in vario modo nella produzione. Ne esce un affresco di singolare bellezza ed autenticità. 


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